Ma insomma: il Museo archeologico di Pithecusae dovrà forse chiudere? E Villa Arbusto, l'incantevole sede che lo ospita, sarà addirittura venduta ai privati? A Lacco Ameno sono settimane che si avvertono tristi presagi, sulla struttura che ospita la celebre Coppa di Nestore, una delle più antiche testimonianze dell'avvento dell'alfabeto in Italia. Nel corso dell'ultima, recentissima campagna elettorale per le comunali, si è vociferato sul destino della villa che fu cara ad Angelo Rizzoli, recuperata negli anni Novanta in sinergia con la Sovrintendenza archeologica. Quel che è certo è che il Comune di Lacco Ameno è in dissesto finanziario. Il neosindaco Giacomo Pascale, insediatosi da pochi giorni dopo il commissariamento per debiti, dice di non avere neppure le risorse per protocollare un atto. «Siamo in emergenza», spiega, «ho trovato una situazione drammatica». E il complesso di Villa Arbusto è appunto di proprietà del Comune. Inevitabile, secondo molti, la tentazione di disfarsene, per resuscitare il bilancio con un ricavo immediato. La stessa Sovrintendenza archeologica della Campania è in allarme per il destino delle preziose testimonianze di Pithecusae. Qualche giorno fa la sovrintendente Adele Campanelli ha scritto una lettera aperta ai sei sindaci dell'Isola verde, chiedendo più sforzi nella valorizzazione dei beni culturali. L'appello fa riferimento anche al museo di Lacco Ameno: un luogo che «molto rassomiglia ai bei musei della Grecia», ha scritto la sovrintendente, «ma che resta, purtroppo, molto poco conosciuto e pubblicizzato». Se è scarso l'impegno per promuovere il sito, del tutto ferma è la manutenzione. Il giardino di Villa Gingerò, che fa parte del complesso, è in stato di abbandono, e la residenza che ospita il museo avrebbe bisogno di qualche cura, a cominciare dalla riparazione di alcuni infissi. Costanza Gialanella, tra i fondatori del museo di Villa Arbusto e responsabile degli uffici archeologici di Pozzuoli e di Ischia, sottolinea: «Pithecusae rappresenta l'alba della Magna Grecia. Da questo primo approdo, la civiltà greca si è diffusa nell'Italia tirrenica, portandoci grandi conquiste come l'alfabeto». Il sito culturale ospita centinaia di reperti, tra cui l'inestimabile coppa che cita l'Iliade, risalente all'ottavo secolo avanti Cristo e rinvenuta nel 1949 da Giorgio Buchner. Il sindaco Pascale, interpellato dal Corriere , intende rassicurare: «Vendere Villa Arbusto non è nelle intenzioni di questa amministrazione», dichiara. Anzi, il primo cittadino parla di «rilancio della struttura». Con quali risorse, non è chiaro. Il Comune fatica a garantire un minimo di personale per rispettare l'orario di apertura, in una situazione, in cui, spiega il sindaco, «l'ente non ha più addetti per il cimitero, né per il verde pubblico». Poi ricorre a una metafora clinica: «io devo curare un tumore», dice, «e per molti cittadini il museo è solo un'unghia incarnita». Si spera nelle associazioni, che forniscano volontari, per scongiurare la chiusura. Di puro volontariato si tratterebbe, perché al momento né il Comune né la Sovrintendenza sono in grado di investire.
Lacco Ameno, Villa Arbusto. Non chiudete quel museo. Senza fondi la struttura di Ischia che ospita la preziosa Coppa di Nestore
Il Museo archeologico di Pithecusae, ospitato nella villa di Villa Arbusto a Lacco Ameno, potrebbe chiudere a causa del dissesto finanziario del Comune. Il sindaco Giacomo Pascale ha affermato di non avere le risorse per protocollare un atto, ma ha anche detto di non voler vendere la villa. La Sovrintendente Adele Campanelli ha scritto una lettera aperta ai sindaci dell'Isola verde, chiedendo più sforzi nella valorizzazione dei beni culturali, tra cui il museo. Il giardino di Villa Gingerò è in stato di abbandono e la residenza del museo ha bisogno di cura.
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