Scaduto l'accordo con il ministero della Difesa per la caserma di via Mascheroni, il Dipartimento Nuove Tecnologie di Brera finirà nell'ex Collegio Taeggi in corso di Porta Vigentina. È questa l'intesa per il campus universitario siglata dall'Accademia con il Comune di Milano. Accordo siglato tra Accademia di Brera e Comune. Il Dipartimento Nuove Tecnologie con i suoi 1.300 studenti (un terzo degli iscritti totali) si trasferirà dall'attuale sede di viale Marche nell'ex Collegio Taeggi, in corso di Porta Vigentina. Rimane congelato invece il progetto di trasloco e creazione di un nuovo polo distaccato nella caserma Mascheroni. L'Accademia, nell'ex Collegio, avrà a disposizione 4.100 metri quadrati in disuso da quattro anni e si farà carico della ristrutturazione, il cui costo è stimato in 6 milioni di euro, con fondi propri. Trasloco previsto nella seconda metà del 2016. L'assessore al Demanio, Daniela Benelli, spiega che «ciò consentirà di ridare il giusto decoro ad uno stabile pregiato su cui gravano sempre più i segni del tempo e del disuso». Lo stabile ospita al piano terra la biblioteca di quartiere, un asilo e nella ex portineria, a breve, un Cam. Vuoti una parte del pianterreno, l'ammezzato e i tre piani superiori. Ottimo accordo anche per la Zona 1, come precisa Elena Grandi, presidente della commissione Demanio: «Positivo è che l'immobile sia affidato ad un unico ente e il nostro auspicio è che la ristrutturazione includa anche un maquillage degli spazi interni già occupati». Quanto al futuro del polo Mascheroni, il presidente dell'Accademia Marco Galateri di Genola chiarisce: «L'ex caserma è ancora del Ministero della Difesa, mi auguro che il progetto di una nuova sede distaccata non si abbandoni, perché rimane uno degli obiettivi prioritari per rendere l'Accademia un'istituzione davvero centrale a livello europeo. Ma quell'accordo è scaduto e aveva comunque un peccato originale, cioè non c'era un finanziamento, né è stato redatto un progetto. Si parlava di 100 milioni di euro. Una cifra molto rilevante se teniamo presente che ogni anno 20 accademie si battono per dividersi una cifra di 3-4 milioni di euro». L'Accademia ha fame di spazi. «Oggi abbiamo ristabilito un'armonia tra le istituzioni che occupano il palazzo di Brera, Accademia, Pinacoteca, Braidense, orto botanico. E rafforzare l'immagine di unitarietà continua il presidente è coerente con quell'unicum didattico che Maria Teresa d'Austria aveva inventato nel 1772. E intanto la Pinacoteca ha avuto un po' d'ossigeno da Palazzo Citterio. Ma dobbiamo lavorare ancora, per esempio manca una guardiania, una tavola calda che c'è in ogni museo del mondo». Tornando al palazzo del Vigentino: ha una corte interna quadri-porticata che conserva l'impianto originario del chiostro del Convento di San Bernardo. All'esterno, a fare da cornice ad un'ampia area a giardino, ci sono i resti delle tre cappelle della navata destra della Chiesa tardo cinquecentesca intitolata al santo. Dal 1700 ha sempre svolto attività didattica. Il monastero fu acquistato per ospitare il Collegio Calchi riunito al soppresso Collegio Taeggi, convitto da cui gli studenti di nobile nascita o caduti in disgrazia venivano portati proprio alle Scuole di Brera. Dai documenti risulta che studenti e professori parteciparono alle Cinque Giornate. Dopo quei giorni, al ritorno degli austriaci, fu chiuso e trasformata in caserma.