Il progetto per conservare il patrimonio centenario. Prenderà corpo nel 2016 Nicola Fabbri, l'ad della storica azienda Un museo e poi forse una fondazione. Per raccogliere e tutelare il centenario patrimonio storico e artistico della Fabbri 1905, il marchio bolognese associato al famoso vaso bianco e blu di amarene. È il progetto a cui stanno pensando concretamente i manager, oggi alla quarta generazione di famiglia, che reggono l'azienda. L'idea prenderà corpo a partire dal 2016. Intanto alla Cineteca sono stati dati in custodia i famosi spot pubblicitari di Carosello. Un museo e poi forse una fondazione. Lì a Borgo Panigale, dove già Isabella Seragnoli ha fatto sorgere il Mast e dove Marino Golinelli svelerà, questa settimana, il suo Opificio per startup, giovani, studenti e non solo. È l'idea che stanno accarezzando in casa Fabbri 1905, la famosa azienda bolognese che proprio lì, su via Emilia Ponente, quest'anno celebra i 110 anni della fondazione e i 100 della ricetta dell'altrettanto nota amarena. «Borgo Panigale è un quartiere che ha bisogno di cure», ammette Nicola Fabbri, portavoce del secolare marchio che amministra assieme agli altri pronipoti del fondatore Gennaro: Andrea, Paolo e Umberto. In realtà c'è molto di più che un semplice abbraccio a un quartiere della periferia bolognese: «Da cui avevamo pensato più volte di andarcene, per spostare tutto ad Anzola Emilia dove abbiamo lo stabilimento, ma abbiamo sempre rinunciato perché crediamo che questo sia ancora il cuore. E sia giusto farlo conoscere». Come riuscirci è presto detto. «Vogliamo ampliare gli spazi della scuola di formazione professionale, la Fabbri master class, che è in contatto con tutte le scuole professionali di Bologna e inglobarli in un unico ambiente che contenga anche il nostro museo per far conoscere un pezzo della storia di Bologna, aperto a tutti, studenti e cittadini». Un morso di amarena, per riscoprire in un solo colpo d'occhio pubblicità d'antan, vecchie bottiglie, concorsi a premi degli anni del Boom economico e magari tutte le opere di giovani artisti che hanno partecipato al celebre premio Fabbri per l'arte e che tuttora costellano i corridoi e gli uffici della sede di via Emilia Ponente. E così, tra Mast, Opificio Golinelli e ora il Museo Fabbri, nell'arco delimitato da Borgo Panigale e il quartiere Reno nascerà un nuovo distretto culturale, forse una cosa di cui Renzo Piano potrebbe essere orgoglioso, visto il suo recente interesse per la riqualificazione delle periferie. Sui tempi di questa nuova, magnifica creatura, la famiglia Fabbri è però cauta. Se ne discuterà con calma nel 2016. Questo è l'anno che celebra i 110 anni dell'azienda e i 100 della ricetta dell'amarena, inventata da Rachele, moglie di Gennaro, nel 1915. Che i Fabbri si spendano per il mondo della cultura in città però è risaputo. È loro l'idea del Premio Fabbri per l'arte, che nasce proprio nel 2005 per cogliere talento e innovazione sulla scena artistica italiana attraverso lo sguardo di chi l'arte la crea e la vive. Per la prossima edizione di ottobre Fabbri 1905 sta pensando a una sede espositiva molto centrale, mentre ha istituito un concorso per ridisegnare il vaso delle amarene dei 100 anni: sono già arrivate 150 proposte. Nel frattempo «l'impresa delle amarene» ha deciso di dare in custodia alla Cineteca alcuni filmati pubblicitari che andavano in onda su Carosello. Un altro tassello di storia che viene regalato alla città e che un giorno prima o poi verrà raccontato con un documentario: «Biografilm si è già reso disponibile», fa sapere Fabbri.