Gary Dourdan, l'ex protagonista della celebre serie Csi, è solo l'ultimo di una serie di personaggi dello spettacolo che hanno incrociato le attività dell'Accademia Carrara nelle non molte settimane passate dalla sua riapertura. Poco prima era toccato a Elijah Wood sparare il suo dj set nel cortile della pinacoteca. Su un altro versante, la Donizetti Alive Night dell'ultimo weekend ha riempito la notte di Città Alta con una proposta di «movida culturale» di grande successo. L'amministrazione comunale si sta muovendo molto su questo fronte e con risultati incontestabili. E così come è giusto criticare le scelte sbagliate dei politici, è altrettanto corretto apprezzare quelle buone. Bergamo, anche per una serie di coincidenze, sta vivendo una bella stagione, una sorta di rimbalzo positivo dalla «bassa» dell'eliminazione nella corsa per Capitale Europea della Cultura. Lo sta facendo seguendo il trend della contaminazione tra le arti, dell'ibridazione tra luoghi aulici e «eventi», del «crossover» tra cultura e intrattenimento. Tutto lecito e anzi auspicabile, però Un però, a costo di sembrare quello che cerca per forza il pelo nell'uovo, c'è. E sta nel pericolo che il contesto finisca per essere più importante della «cosa», che il mezzo travalichi il messaggio. È un pericolo, appunto, non una constatazione. Nel caso della serata di Elijah Wood, per esempio, il dato più sorprendente e confortante non sono tanto le tremila presenze al concerto, ma i 1.300 ingressi staccati per l'apertura notturna dell'Accademia. Vuol dire che l'evento ha fatto da traino positivo, da occasione per la visita. Ma quello che sta accadendo per la «riscoperta» della Valle di Astino rivela l'altra faccia della moneta. È di per sé bellissimo che migliaia e migliaia di persone si riapproprino di un luogo pubblico: ma bisogna anche intendersi su cosa vuol dire. Evidentemente, non che ciascuno ci va a fare quello che vuole. O meglio, ci può anche andare a fare quello che vuole ma partendo dal rispetto per lo spirito del luogo. Che, nel caso di Astino, non è quello di un qualsiasi piazzale per ritrovi (anche se, al netto del fantastico e meritorio lavoro di recupero della Mia, quella spianata di sedie di plastica bianca e rossa ce la potevamo risparmiare). Insomma, non bisogna dimenticare che quando si dice «apprezzare» la cultura si parla di qualcosa che ha, appunto, un prezzo. Senza un po' di fatica, senza uno sforzo, non c'è nessun progresso di consapevolezza e di civiltà. Per cui, avanti con la politica degli eventi, certo. Ma occhio che la cornice non finisca per mangiarsi il quadro.
Bergamo. Per la cultura serve fatica
L'Accademia Carrara di Bergamo è stata coinvolta in una serie di eventi culturali negli ultimi tempi, tra cui la visita di Elijah Wood e la Donizetti Alive Night. Questi eventi hanno riempito la notte di Città Alta con una proposta di movida culturale di grande successo. L'amministrazione comunale sta lavorando per promuovere la cultura e gli eventi, con risultati positivi. Tuttavia, ci sono anche preoccupazioni sulla contaminazione tra le arti e l'ibridazione tra luoghi aulici e eventi, che potrebbe portare a un contesto più importante della cosa. In particolare, la visita di Elijah Wood ha mostrato un dato positivo, ma anche un problema: il pericolo che il contesto finisca per essere più importante della cosa.
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