Per Luciano Giannoni «prodotto infantile». Coccoluto: «Ok dalla Soprintendenza, critiche prevedibili» PIOMBINO. Porta del parco "Il cammino delle Lase", quest'anno una struttura di bambù. Definita non solo da chi l'ha realizzata "bella e suggestiva". Però non piace a tutti com'era stato, nel 2014, con la nave etrusca rovesciata Turuscia (che c'è ancora). Comunque sia - basta pensare cos'è successo col chiosco per il polpo lesso... - come c'è di mezzo Baratti le polemiche sono una garanzia. Dunque Luciano Giannoni (architetto di professione, con da sempre grande passione per l'archeologia) ha postato un "controcorrente" di forte impatto, partendo da quel che pensava lo statista francese George Clemenceau della cucina inglese (che proprio non amava...) a proposito della realizzazione di bambù. «A prescindere che in una costruzione "ecologico-sostenibile" scrive Giannoni le fascette di metallo rappresentano una caduta di stile imperdonabile, dopo tanto battage pubblicitario mi sarei aspettato di tutto tranne che vedere una modesta intelaiatura coperta da una zanzariera. Il fatto che un tale infantile prodotto sia addirittura vincitore di un concorso (?!) la dice lunga sullo stato della cultura architettonica odierna (o sul livello dei giudicatori!). Ma quello che preoccupa di più è il fatto che se tale struttura è "temporanea" come la baracca non finita lì accanto, c'è solo da sperare nei tarli e nelle ponentate autunnali». Giannoni cerca di esprimere, con un po' d'ironia, quello che molti pensano (ma non hanno il coraggio di dire); tant'è pochi sono i commenti di cittadini concordi. In proposito si è espressa anche Marta Coccoluto, coordinatore del parco archeologico Baratti Populonia: «Deduco ribatte che conosciate fin nei dettagli il progetto per criticarlo in modo così aspro e convinto. Immagino sappiate pure che è un'opera temporanea vincitrice di un concorso di idee aperto alla partecipazione di tutti e scelta da una commissione in cui figura la Soprintendenza ai beni architettonici e al paesaggio; i cui atti sono pubblici e per la cui realizzazione non è stato speso un solo euro pubblico. Non mi risulta siano pervenute vostre riflessioni o proposte nel lungo periodo in cui il bando è rimasto aperto e consultabile. Naturalmente l'opera potrà piacere o meno aggiunge Coccoluto ma sarà comunque frutto "dello sporcarsi le mani e del metterci la faccia" magari esponendosi alle immancabili e prevedibili critiche». Da augurarsi, nel caso, che i toni restino da querelle estiva. Cecilia Cecchi