Volterra, oggi il progetto all'Ortino è congelato per gli importanti ritrovamenti Ecco il verbale redatto due anni fa dove si mette in guardia il Comune VOLTERRA. "Si osserva che l'area interessata dal progetto è da considerarsi di altissimo rischio archeologico, come ampiamente dimostrato dalla letteratura specialistica". "Si fa presente che la natura degli eventuali rinvenimenti può determinare l'impossibilità di realizzazione del manufatto". La Sovrintendenza per i beni archeologici della Toscana rivendica le parole inequivocabili messe nero su bianco ben due anni fa, in merito alla realizzazione del nuovo nido in località Ortino, piano ormai congelato proprio per gli importanti reperti emersi nell'area in questione. Tesori che, ovviamente, obbligano lo stop al progetto in quella zona per cui il Comune (e quindi i cittadini) ha comunque sborsato 180mila euro di soldi pubblici per espropriare i terreni. «Noi abbiamo solo applicato la normativa, chiedendo accertamenti che non sono stati fatti: possiamo dire che l'amministrazione, che ha agito come fanno in tante, è stata un po' sfortunata. Ma comunque io ero stata chiara nel verbale della conferenza dei servizi di due anni fa, definendo la zona ad altissimo rischio archeologico. Non ci dimentichiamo che siamo a cento metri da S. Felice», commenta Elena Sorge, responsabile dell'istruttoria per la Sovrintendenza. Della serie, l'amministrazione era messa in guardia, Sorge vuole sgombrare il campo da ogni eventuale possibile addebito di responsabilità rispetto al flop dell'operazione, per cui è stata fatta anche una gara di appalto di progettazione ed esecuzione dei lavori sulla base della progettazione preliminare della struttura. «Ci dispiace per il Comune, ma noi abbiamo seguito quello che la legge ci impone». La questione fa rumore sul Colle: si scatenano commenti sui social e partono interrogazioni da parte dell'opposizione per chiarimenti e spiegazioni. Anche perché nelle settimane scorse viene fuori una nuova location: il nido si farà comunque (altrimenti sfuggono i cospicui finanziamenti regionali agganciati) nell'area adibita a parcheggio, sotto la scuola media Jacopo da Volterra. E da oltre 4mila metri a disposizione per i baby, si passerà a mille, circa. Scelta, che comunque, trova l'appoggio e la convinzione dell'assessore Paolo Moschi. «Si tratta di una scelta che va nella direzione che abbiamo intrapreso: privilegiare l'idea urbanistica di Polo scolastico e prosegue Sicuramente hanno pesato sulla scelta i ritrovamenti archeologici, imprevisti almeno nell'attuale portata. Considerando che la Regione non avrebbe potuto prorogare oltre la scadenza il finanziamento in atto, abbiamo dovuto fare di necessità virtù». Secondo la Sovrintendenza, invece, di imprevisto non c'è niente. Nel verbale redatto in occasione della conferenza dei servizi del novembre 2013 si legge: "la stazione appaltante prima dell'approvazione del progetto preliminare avrebbe dovuto trasmettere a questa Sovrintendenza copia del progetto o di uno stralcio di esso sufficiente ai fini archeologici, ivi compresi gli esiti delle indagini geologiche e archeologiche preliminari". Il gruppo di Volterra Futura, infatti, in una delle interrogazioni fatte chiede anche questo: per quale ragione non sono state fatte le prove archeologiche e i saggi necessari, come previsto dal codeci degli appalti e come chiesto dalla Sovrintendenza.