La commissione Ambiente alla Camera deve dare un parere entro il 23 giugno sulla tabella degli stanziamenti per le zone protette del territorio italiano. Le aree marine più preziose sono dieci, i parchi invece sono undici LE AREE PROTETTE del Paese riceveranno i contributi del ministero dell'Ambiente. Ai gioielli naturali italiani dovrebbero arrivare nel 2015 quasi 4,3 milioni di euro. La bozza di decreto del ministero è ora all'esame della commissione Ambiente alla Camera, che dovrà esprimersi sulla tabella degli stanziamenti entro il 23 giugno. Ai parchi nazionali dovrebbero spettare quasi 2,8 milioni di euro, e alle aree marine protette quasi 1,4 milioni, per un totale di poco più di 4,2 milioni. La cifra è in diminuzione rispetto ai 4,93 milioni dell'anno scorso e ai 5,87 milioni del 2013. I parchi che prendono il massimo dello stanziamento, 145 mila euro, sono sei: Cilento e Vallo di Diano, Gargano, Gran Sasso e Monti della Laga, Maiella, Pollino, Stelvio. Per altri cinque ne sono previsti 125 mila: Abruzzo, Lazio e Molise; Aspromonte; Gran Paradiso; Monti Sibillini; Sila. La procedura per la ripartizione della quota si basa sulla "complessità territoriale e amministrativa delle aree protette" e ci sono tre parametri: superficie occupata da ciascun parco; superfici delle zone naturali di riserva integrale; numero dei comuni che ricadono all'interno del parco. Le aree marine più preziose sono invece dieci. A loro spetta un contributo di 70 mila euro: Capo Caccia (Alghero), Capo Carbonara (Villasimius), Miramare (Trieste), Plemmirio (Siracusa), Porto Cesareo (Lecce), Portofino (Genova), Punta Campanella (Napoli), Sinis (Oristano), Tavolara (Olbia), Torre Guaceto (Brindisi). Quelle che rimangono ne avranno, secondo la tabella predisposta, 40 mila. Tra queste ci sono Asinara, Cinque Terre, Pelagie, Ventotene, Santa Maria di Castellabate. Per le aree marine le quote sono decise in riferimento alla suddivisione in zone Aspim, 'Aree specialmente protette di importanza mediterranea' che necessitano di "un aumento di responsabilità sul controllo dell'ambiente", e zone non Aspim. Ci sono poi tre parchi minerari: il Parco tecnologico ed archeologico delle colline metallifere grossetane, il Parco museo delle miniere dell'Amiata sempre vicino a Grosseto e quello delle miniere di zolfo delle Marche.