C'È la segnalazione del vicino arrabbiato ("quello fa rumore di notte perché sta tirando su un muro di nascosto"), l'attività di routine, ma anche potenti sistemi tecnologici come Google Maps e le foto aeree della Regione. Ci sono diversi modi per aprire un'indagine, ma che puntano tutti allo stesso obiettivo: individuare gli abusi edilizi. Si sbaglia chi pensa che in cima alla lista di chi costruisce senza permessi ci siano le ditte edili: la polizia municipale del reparto Ambiente e l'Ispettorato Edilizio del Comune si imbattono soprattutto in cittadini che costruiscono una veranda, ampliano un villino o trasformano l'ultimo piano in un attico. Ed è completamente fuori strada, chi che è convinto che gli abusi si facciano sempre in campagna. Nella classifica delle violazioni accertate quartiere per quartiere, al primo posto troviamo due vip, Albaro e Castelletto, poi segue il centro storico, dove un basso da un giorno all'altro diventa un circolo, un sottotetto in legno sparisce per far posto a un soppalco o nel peggiore dei casi un piano in più, aumentando così in maniera consistente la superficie dell'appartamento. Prima di analizzare i casi più frequenti, diamo un'occhiata ai numeri perché dicono molto di come l'abuso edilizio sia una pratica sempre più frequente, tanto che il Comune con i sui ispettori e il comandante della municipale Giacomo Tinella stanno investendo molte risorse umane per combatterlo. Tra il 2014 e i primi sei mesi del 2015, vigili e Comune hanno condotto 2000 sopralluoghi (1500 quelli degli ispettori edili), dei quali 250 scattati dopo esposti. La scoperta dei lavori realizzati abusivamente e senza mai aver chiesto permessi a costruire, spesso anche violando i vincoli imposti dalla Soprintendenza (il 60 del territorio comunale è vincolato), ha portato non solo a sanzioni amministrative per i proprietari delle abitazioni (130 da 1033 a 2400 euro), ma anche a denunce penali e all'ingiunzione di demolizione. I casi segnalati all'autorità giudiziaria sono stati più di 200, ben 130 quelli firmati dal Comune (solo nel 2014). L'impulso alle indagini arriva an- che dai municipi, che raccolgono tutte le segnalazioni dei cittadini. I mezzi investigativi sono il classico controllo porta a porta, ma sempre più spesso la municipale si affida alla Rete. Semplice e geniale, la trovata ha permesso all'amministrazione comunale di risparmiare tempo e denaro. Pochi clic di computer, si sovrappone la foto aerea scattata dalla Regione con quella di Google Maps e in un attimo si può vedere se è stata costruita una tettotia in un giardino. In via Trossarelli, a Struppa, un terreno dove c'erano alberi di limoni, è diventato un posteggio, con tanto di tettoia, posteggio e magazzino. In via Pica, a Borgoratti, un impiegato di banca ha realizzato un pergolato, poi dei muretti e le scalette collegate direttamente alla cucina. Questo, in barba a ogni permesso. Il paradosso, è che se un illecito lo fai in una zona non vincolata, scatta una multa, ma se lo commetti, per esempio a Nervi, che è sotto tutela paesaggistica, allora incorri in un reato penale. Vallo a spiegare a quel pensionato che si è beccato una denuncia per aver allargato una finestra: non abita a Nervi, ma sotto il casello di Genova Ovest che è, incredibile, sottoposto a vincolo. Ma ritorniamo ai casi emblematici. I cambi d'uso rurale-abitativo sono i più frequenti alle spalle di Prà e Voltri, mentre ampliare gli appartamenti è un'abitudine in Albaro. Prendiamo via Siena, dove senza chiedere nessun permesso, il proprietario ha stravolto l'ordine delle camere, e in più ha piastrellato il giardino creando un posteggio. Ovviamente senza fare nessun cambio di destinazione d'uso. In via Zara,sempre inAlbaro, i vigili sono piombati di mattina su segnalazione di un vicino. Mancava la Scia (Segnalazione certificata inizio attività) e il piano terra era stato modificato: multa da 1033 euro. Pensiline, tettoie, steccati per nascondere le auto, baracche con tetto di legno, muri e bagni: una piccola dependance scoperta al quartiere Azzurro, sopra Nervi. In corso Carbonara, il proprietario di un appartamento, dietro un muretto, ha costruito una cisterna d'acqua e ha collegato due terrazzini con una scala. In via San Lorenzo, un magazzino si è trasformato in abitazione. Privati, ma anche stabilimenti balneari. Il nome rimane top segret, ma dalle parti di corso Italia, dice il Comune, è stato multato uno stabilimento che aveva cambiato le cabine, costruendone nuove di cemento al posto di quelle di legno.
LIGURIA - La casa si "allarga" 20 denunce al mese per gli abusi edilizi
Il Comune di Genova ha condotto 2000 sopralluoghi per individuare gli abusi edilizi, tra cui la costruzione di verande, ampliamenti di appartamenti e trasformazioni di locali commerciali in abitazioni. I casi più frequenti sono stati segnalati in quartieri come Albaro, Castelletto e il centro storico. Il Comune ha ricevuto oltre 200 segnalazioni, tra cui quelle dei cittadini e delle ditte edili, e ha condotto indagini che hanno portato a sanzioni amministrative, denunce penali e ingiunzioni di demolizione. I vigili e il Comune hanno utilizzato mezzi tecnologici come Google Maps e foto aeree per individuare gli abusi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo