L'assessore, stupito per le critiche dei professionisti, difende la legge: «È la fine dell'uso di territorio» Sul digitale «già predisposto un emendamento». I bonus volumetrici «saranno omogenei» TRENTO. Carlo Daldoss difende la sua riforma dell'urbanistica, ma lascia aperto il confronto con i professionisti accogliendo alcune delle osservazioni mosse alla legge (Corriere del Trentino di ieri). «Un po' sorpreso dal loro documento lo sono, visto che a voce le osservazioni mi erano parse di altro tenore, ma dopo un anno e mezzo da assessore, mi stupisco sempre meno». A suo giudizio, la riforma non solo «permetterà pochissime deroghe», ma potrà essere ulteriormente migliorata sul fronte digitale, come sull'omogeneità dei bonus volumetrici. In ogni caso, «con l'approvazione della legge fa sapere Daldoss il tavolo di concertazione non sarà sciolto. Scriveremo insieme anche il regolamento attuativo, perché questo metodo ha dimostrato di funzionare». L'assessore «tecnico» voluto da Ugo Rossi incassa senza scomporsi le critiche di ingegneri ed architetti e difende punto per punto la «sua» riforma. «Il documento mi ha sorpreso perché perfino qualche esponente della minoranza, scherzando, mi ha fatto notare che nessuno si opponeva a questa riforma. Ad ogni modo, si tratta di una norma che interesserà la vita di tutti. Il cardine sta nella decisione, che definirei storica, di mettere la parola fine all'ulteriore consumo di suolo, puntando con grande decisione al riutilizzo dell'esistente. In materia urbanistica, il Trentino è sempre stato all'avanguardia in Italia, con questa legge ci poniamo all'altezza della nostra tradizione». Ma cosa cambierà realmente? «Per fare un esempio, non sarà più possibile costruire in campagna la baracchetta che, negli anni diventa residenza estiva. È necessaria una struttura per gli attrezzi? Va fatta in legno e deve essere reversibile. Questa riforma pone un solido argine alle deroghe del passato. Non solo, chi abbatte avrà crediti edilizi, volumi virtuali utilizzabili anche in un secondo momento. L'idea è non solo di non espandere le aree edificabili, ma di tornare indietro dove si sono commessi errori. Vale anche per siti come l'ex Alumental». Quanto all'accusa di non aver avuto abbastanza coraggio nella definizione di un testo unico che spazzasse via la vecchia normativa, Daldoss la spiega così. «Ci si riferisce al sistema sanzionatorio. Non lo abbiamo toccato per evitare probabili impugnative, ma sarà recuperato in seconda battuta con una norma di coordinamento». Di una legge tanto proiettata verso il futuro da volerne disegnare il paesaggio non ci si aspetterebbe un ritardo sul fronte della digitalizzazione. Eppure, i professionisti hanno lamentato poco coraggio. La carta continuerà a dominare? «Questo riconosce Daldoss è un suggerimento che possiamo accogliere. Anzi, stiamo già elaborando un emendamento che permetta di diminuire la produzione di documenti cartacei. Tuttavia, il campo non è di facile conversione. Occorre trovare il modo di "timbrare" i file. Per questo motivo, una o più copie cartacee dei progetti resteranno, dove non strettamente necessario, potranno essere in formato digitale». Per Daldoss, non corrisponde nemmeno a verità il fatto che i Piani territoriali di Comunità (Ptc) non abbiano valenza strategica, essendo di fatto dei Prg di valle. «La valenza strategica c'è, se non fosse altro per il loro carattere confermativo». In termini meno tecnici, «ciò che sarà approvato nei piani di Comunità avrà valenza immediata, non sarà necessario che i Comuni lo recepiscano nei propri piani regolatori». «Questo aggiunge a margine Daldoss è anche una piccola cessione di sovranità da parte dei Comuni che chi insisteva sulla centralità delle Comunità non ha mai realizzato». C'è poi la questione dei bonus volumetrici e la scarsa omogeneità attribuita in questo campo alla legge. «Si teme che i Comuni possano diversificare troppo la normativa. In sede di regolamento, faremo in modo che questo non possa accadere». Quanto al legame tra semplificazione e responsabilità dei professionisti, «sono due concetti inscindibili ribadisce Daldoss . D'ora in poi la documentazione da produrre sarà essenziale e certificabile dai professionisti. Non solo, a differenza che in passato, i Comuni non potranno chiedere documentazione in più». Sull'Imis, Daldoss sottolinea che «si tratta solo di sgravare dal pagamento coloro che rinunceranno alla destinazione urbanistica di un terreno agricolo già a partire dalla domanda, senza attenderne il recepimento nel Prg».
Trentino. Daldoss: Urbanistica, basta deroghe
L'assessore tecnico Carlo Daldoss difende la sua riforma dell'urbanistica, che prevede la fine dell'uso di territorio e il riutilizzo dell'esistente. La legge è stata criticata dai professionisti, ma Daldoss sostiene che la riforma non solo permetterà pochissime deroghe, ma potrà essere ulteriormente migliorata sul fronte digitale. Il documento prevede l'omogeneità dei bonus volumetrici e la possibilità di utilizzare i volumi virtuali anche in un secondo momento. Daldoss riconosce che la carta continuerà a dominare, ma stanno elaborando un emendamento che permetta di diminuire la produzione di documenti cartacei.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo