In mostra alla centrale Taccani di Trezzo: la tela fu trovata in una canonica MILANO. Gustav Klimt non avrebbe mai immaginato di finire in una centrale idroelettrica vicino a Milano. E invece, eccolo il Ritratto di Signora, inedito, opera del pittore austriaco (1862-1918), principale esponente della Secessione viennese, nel ventre della centrale idroelettrica sul fiume Adda. Qui, nell'edificio della Centrale di Enel Green Power a Trezzo sull'Adda, la Signora ritratta da Klimt arriva, misteriosa, una volta al mese. Da luglio, ogni terza domenica. La prima occasione per incontrarne lo sguardo è fissata al 28 giugno (dalle 10 alle 19,30). E la si potrà ammirare gratuitamente. Così fino a ottobre, per tutta la durata di Expo. «Poi, dopo ogni "apparizione", la Signora di Klimt torna a casa, con il collezionista privato che l'ha portata alla luce dopo decenni di oblio e che un giorno al mese ha accettato di metterla a disposizione del pubblico», spiega il critico Giorgio Gregorio Grasso. Come sono andate esattamente le cose? «Un imprenditore brianzolo appassionato di arte, tempo fa ha acquistato per beneficenza alcuni quadri, frutto di un vecchio lascito, dal parroco della chiesa di Malcesine, nel Veronese continua Grasso . Il collezionista che, per poco più di 2 mila euro, ha acquistato anche il prezioso Klimt, non si è reso subito conto del tesoro, semplicemente gli era piaciuto quel ritratto di donna. Solo quando me l'ha sottoposta e ho avuto la sensazione che avessimo davanti a noi un quadro di valore, ha iniziato a far sottoporre il quadro ad analisi». Che tipo di analisi? «Dalla ricerca dei pollini alle altre prove sulla datazione». Insomma, come la Sindone, o quasi. «Sì, ma la conferma che si trattava di un vero Klimt è arrivata da Rossana Bossaglia, la più grande esperta di Liberty in Italia (ora scomparsa) che ha riconosciuto la mano del pittore austriaco. La ricerca è andata oltre, con la conferma dell'esperto francese Gerard Maurice Dugay che ha analizzato tutti i bozzetti preparatori del pittore. Da ultimo, l'avallo di Vittorio Sgarbi». Così adesso fino alla fine di Expo la misteriosa Signora di Klimt è l'attrazione del progetto International Contemporary Art 2015, curato da Giorgio Grasso e Bosmat Niron, nella centrale di Trezzo. Assieme a Klimt (si può vedere solo una volta la mese) sono esposte mille opere di 400 artisti contemporanei: pittori, scultori, fotografi. La mostra è a ingresso libero (orari su international-contemporary-art.eu). «Ogni anno la Taccani ospita decine di eventi, motivo di richiamo per migliaia di visitatori provenienti dalla Bergamasca e dal Milanese che hanno così anche l'opportunità di visitare l'impianto», spiega Corrado Coletta, responsabile Lombardia di Enel Green Power. Difficile allestire una mostra in questo luogo insolito? «In realtà, la Centrale di Trezzo ha un'architettura bella come una moderna cattedrale gotica e all'interno i suoi grandi spazi inutilizzati si prestano ad accogliere l'arte, in questo caso le quasi mille opere di 400 artisti contemporanei: pittori, scultori e fotografi. E con loro, la Signora di Klimt», conclude Grasso.