La Regione approva la determina dopo la protesta del sindaco Cariddi LECCE. La prima pietra sarà posata dopo l'estate. E nel 2018 Otranto avrà il suo grande porto turistico: 60 milioni di euro d'investimento, 417 posti barca, attracchi per maxi yacht da 40 metri, servizi per la nautica, un centinaio di nuovi posti di lavoro previsti. La sfuriata del sindaco Luciano Cariddi contro la Regione, nei cui uffici le procedure per il via libera definitivo sembravano essersi impaludate dopo l'ok di Matteo Renzi, pare abbia avuto il suo effetto. Il progetto del mega porto esterno di Otranto, bocciato senza appello da Soprintendenza e Arpa Puglia, aveva poi ottenuto l'approvazione del governo il 10 novembre 2014. Ma a più di sei mesi dalla luce verde di Palazzo Chigi, la Regione non aveva ancora provveduto agli adempimenti di sua competenza suscitando l'ira del sindaco Cariddi. Quest'ultimo ha anche minacciato di trascinare in Tribunale l'ente di via Capruzzi con la pretesa di un robusto risarcimento danni qualora, a causa dei ritardi, l'impresa costruttrice si fosse defilata. Lo sfogo di Luciano Cariddi, raccolto dal Corriere del Mezzogiorno , «sembra abbia sortito l'effetto sperato, anche se spiace dover prendere atto che in Italia le cose si ottengono facendo la voce grossa», si rammarica il sindaco. Nei giorni scorsi, come rende noto il Comune di Otranto, il settore Ecologia delle Regione Puglia ha stilato la determina che autorizza l'opera con Valutazione di impatto ambientale favorevole. Ora si ritorna in conferenza dei servizi e il settore Demanio dovrà chiudere le procedure per il rilascio della concessione cinquantennale alla Società italiana per condotte d'acqua Spa che dovrà costruire il porto. L'apposito accordo di programma dovrà passare in giunta regionale, poi, dopo 30 giorni, con la firma del presidente Michele Emiliano approderà in Consiglio comunale per la ratifica. Luciano Cariddi fa le sue previsioni: «I tempi, a questo punto, saranno abbastanza rapidi. Dopo l'estate inizieranno i lavori ed entro due anni e mezzo avremo il porto esterno, che per noi rappresenta una formidabile occasione di sviluppo perché potremo intercettare le rotte crocieristiche e finalmente far decollare il turismo dando una boccata d'ossigeno all'occupazione locale». Era il 2008 quando la Società predispose il progetto del porto di Otranto proponendo di costruire l'opera a sue spese e di gestirla per mezzo secolo. Dopo sei anni di attesa, tra conferenze di servizi, studi e approfondimenti tecnici su impatto ambientale e compatibilità del manufatto con il contesto paesaggistico, il 26 marzo 2014 il servizio Ecologia della Regione comunicò di aver ricevuto il parere negativo della direzione regionale del ministero per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia.