Si inaugura oggi a Massa la villa-museo dedicata a Gigi Guadagnucci. In mostra 53 statue e 8 bassorilievi MASSA (Massa Carrara). La prima sorpresa, dopo aver percorso le viuzze dell'immediata periferia di Massa, arriva dalla villa-museo Rinchiostra, una ex dimora seicentesca con parco acquisita dal Comune e diventata luogo pubblico. Attraversi l'ingresso, scendi verso il seminterrato, e penetri un improbabile ipogeo dove le luci accarezzano le statue. Sono le creature di Gigi Guadagnucci, uno degli ultimi grandi maestri del marmo, lo scultore apuano scomparso il 14 settembre di due anni fa. Capolavori di un'arte unica e di un autore originalissimo che ha attraversato tutto il '900 sino ad approdare al Terzo Millennio incantando l'Europa e il mondo intero. A un secolo dalla nascita, la sua città gli rende onore inaugurando oggi (ore 18) il museo a lui intitolato, allestito dal curatore Massimo Bertozzi in collaborazione con Giuseppe Cannilla e Alberto Giuliani, un'oasi dell'arte che diventerà il polo museale di Massa. Sono 53 le statue sistemate al primo piano e al seminterrato dell'edificio con otto bassorilievi erotici che l'artista creò con la mano sinistra dopo essere rimasto ferito alla destra da un gatto. «Gigi con una tecnica straordinaria spiega Bertozzi era riuscito a ridurre il marmo statuario in lamine sottili e trasparenti creando giochi di luce e di ombre mai visti prima». Come Aux Cyclades, una testa ovale che a prima vista ti ricorda il miglior Modigliani, per poi proiettarti in un'altra dimensione. Che ritrovi in altre declinazioni, prima tra tutte Germination, esposta a Parigi nel 1957. Nella villa-museo ci sarà l'archivio di Guadagnucci e la sua storia di antifascista: fuggito in Francia nel 1936, combattente nella Legione straniera prima e nella Resistenza poi e infine pronto a tornare davanti alle «sue» cave di marmo. È stato lui a concepire il museo, ad aver guidato i progettisti, stabilito la collocazione delle opere e soprattutto le luci, che considerava fondamentali. Guadagnucci ha voluto un comitato scientifico di 5 membri: lo storico Fernando Mazzocca, l'ex direttore dell'Accademia delle Belle Arti Marco Baudinelli, il critico d'arte Massimo Bertozzi, la storica dell'arte Ornella Casazza e sua moglie Ines Berti.