Un gruppo di magnati americani sarebbe in trattative con gli eredi per l'acquisto della più importante raccolta privata d'arte antica del mondo, invisibile da decenni Due Fauni in lotta, gruppo scultoreo in collezione Torlonia Roma. Vexata quaestio quella della collezione Torlonia, mai risolta neanche dopo che negli anni Settanta le 620 opere perlopiù di scultura romana (ma non solo, basti citare gli affreschi della «Tomba François» di Vulci e diversi capolavori di statuaria greca di V e IV secolo a.C.), la più importante collezione privata d'arte antica del mondo, sono state sfrattate dalle 77 sale del palazzo di via della Lungara e accatastate nelle sue cantine. Palazzo che, con un espediente, è stato ritagliato in 91 miniappartamenti da Alessandro Torlonia, nipote dell'omonimo fondatore del museo (1859). Oggi, come riferisce Carlo Alberto Bucci sulle colonne del quotidiano «la Repubblica», un gruppo di magnati americani che millanta rapporti con la fondazione Getty di Malibu, cerca di metterci le mani sopra, pare offrendo cifre favolose ai discendenti Torlonia, che per ora non confermano né smentiscono. Dell'affare, che a quanto scrive il giornalista «passa per la proposta di mostre all'estero, e a rotazione, di lotti della collezione», è venuta a conoscenza Italia Nostra, che ha allertato il ministro Franceschini. Il Mibact a sua volta avrebbe confermato la concretezza delle voci e annunciato delle contromisure, puntando sul vincolo al territorio italiano. Si riparla, ancora una volta, di riapertura al pubblico del museo, come sempre quando la questione ciclicamente riesplode.
ROMA-La collezione Torlonia finirà in America?
Un gruppo di magnati americani è in trattative con gli eredi Torlonia per l'acquisto della collezione privata d'arte antica più importante del mondo, che è stata sfrattata dalle sale del palazzo di via della Lungara a Roma. La collezione, che comprende opere di scultura romana, affreschi e capolavori di statuaria greca, è stata accatastata nelle cantine del palazzo. I discendenti Torlonia non hanno confermato né smentito le voci di un'offerta favolosa dagli americani. L'Italia Nostra ha allertato il ministro Franceschini e il Mibact ha annunciato contromisure per proteggere il patrimonio culturale italiano. Si riparla di riapertura al pubblico del museo.
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