Tra mafia, alta finanza e cardinali, le peripezie di un dipinto ritrovato dai Carabinieri di Ancona Il dipinto attribuito a Goya ritrae un «Personaggio seduto di famiglia spagnola decorato con croce di cavaliere di Malta e accreditato presso la corte di Spagna» Ancona. Uno strano caso quello di un dipinto attribuito a Francisco Goya, un ritratto di «Personaggio seduto di famiglia spagnola decorato con croce di cavaliere di Malta e accreditato presso la corte di Spagna» (1789) scomparso da decenni e sequestrato dai Carabinieri di Ancona. Negli anni Ottanta era stato sul punto di essere venduto a famiglie mafiose del trapanese, per poi passare in quelle di un cardinale romano, che negli anni Novanta avrebbe dovuto farlo restaurare. I carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale di Ancona diretti dal capitano Carmelo Grasso hanno scoperto che il dipinto, un olio su tela di 100x138 cm, era stato esportato clandestinamente in Lussemburgo, passando per la Repubblica di San Marino. Le indagini sono scattate quando un imprenditore marchigiano, amministratore delegato di una società con sede a San Marino, si è presentato dai Carabinieri di Ancona per chiedere un controllo sul dipinto attraverso la banca dati del Nucleo Tpc. Sospetta, dichiara, che il quadro ereditato dal padre e custodito sempre fuori dall'Italia, sia frutto di traffici illegali. I Carabinieri hanno così ricostruito la storia del dipinto disperso e l'hanno confiscato nel caveau di una banca lussemburghese: le indagini hanno rivelato che l'imprenditore marchigiano non è estraneo all'esportazione illecita dell'opera che, secondo le stime, potrebbe valere 15 milioni di euro. Il dipinto è ora stato affidato alla Soprintendenza delle Marche.
ANCONA-Lo strano caso del Goya confiscato in Lussemburgo
Un dipinto attribuito a Francisco Goya, un ritratto di Personaggio seduto di famiglia spagnola decorato con croce di cavaliere di Malta e accreditato presso la corte di Spagna, è stato sequestrato dai Carabinieri di Ancona. Il dipinto, un olio su tela di 100x138 cm, era stato esportato clandestinamente in Lussemburgo, passando per la Repubblica di San Marino. Le indagini hanno rivelato che il dipinto era stato sequestrato per traffici illegali e che l'imprenditore marchigiano che lo aveva ereditato era sospettoso di essere coinvolto. Il dipinto è stato confiscato nel caveau di una banca lussemburghese e ora è stato affidato alla Soprintendenza delle Marche.
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