Una turista spagnola sale su uno dei quattro leoni che circondano il basamento della statua di Dante Alighieri sul sagrato della basilica Chi sale sui monumenti, chi ci fa i propri bisogni: due sfregi in 24 ore. È un bollettino, ormai, quello dell'assedio dei turisti a Firenze, alle sue bellezze, più o meno presidiate. Ma andiamo con ordine: mancano pochi minuti alle 2 di giovedì notte quando nel silenzio di piazza Santa Croce due residenti sentono gridare dalla finestra. Basta sporgersi per assistere a una scena singolare: su uno dei quattro leoni che circondano il basamento della statua di Dante Alighieri sul sagrato della basilica c'è una ragazza scalza che ha appena finito la bizzarra scalata artistica. Passa un ragazzo in bici e le grida: «Scendi di lì», lei ride e i suoi quattro amici, apparentemente alticci, rispondono in spagnolo in malomodo al passante. Pochi istanti e qualcun altro la invita a scendere. Stesso trattamento. È qui che uno dei due giovani residenti della piazza interviene: «Ha ragione lui le grida in spagnolo i monumenti sono di tutti, scendi immediatamente». Solo a questo punto, la giovane, forse per via di un richiamo così forte nella propria lingua madre, smette di ridere e scende dal leone. La piazza è deserta, non una pattuglia, nessuno che sorvegli quella che è stata in un passato recente la basilica teatro di follie notturne: dalla movida selvaggia che lascia i segni sulle gradinate ogni fine settimana agli eccessi dei due giovani che nel 2012 fecero notizia perché facevano sesso in mezzo alla folla, o ancora alla scalata del settembre 2013 quando come raccontò il Corriere Fiorentino tre stranieri si arrampicarono sui marmi della facciata per una foto ricordo. Insomma, i leoni vanno per la maggiore: solo sabato scorso nei giorni scorsi abbiamo pubblicato le immagini una ragazza è salita a cavalcioni, a mo' di giostra, su uno dei leoni che presidiano la tormentata Loggia dei Lanzi, mentre il fidanzato le scattava le foto ricordo della notte fiorentina. Dopo la giovane spagnola in veste di improbabile domatrice di marmi ottocenteschi in piazza Santa Croce a chi toccherà il prossimo assalto? Forse il Marzocco col suo scudo a guardia di Palazzo Vecchio, cantato anche da Riccardo Marasco ne L'alluvione dovrebbe preoccuparsi. Ma non è finita qui. Passano poche ore e un nuovo allarme scatta sulla cupola di Santa Maria Del Fiore: è proprio sulla cima del capolavoro di Brunelleschi, che un turista ha canadese ha pensato bene di fare pipì. L'uomo, 37 anni, arrivato sulla sommità del monumento, non ci ha pensato su due volte: si è appartato nel gabbiotto del custode e ha fatto i suoi bisogni pensando di non essere notato. Ma gli è andata male: il personale di sorveglianza di turno in cima alla cupola ha immediatamente chiamato i vigili urbani di pattuglia nella zona che al termine del percorso, una volta a terra gli si sono parati davanti consegnandogli il verbale della sanzione. Un souvenir su carta velina rosa che difficilmente gli farà scordare la visita fiorentina: l'uomo, infatti, è stato multato per 400 euro. Una punizione esemplare, scattata grazie a una sorveglianza che evidentemente funziona. Può testimoniarlo il gruppo di studenti che, appena tre mesi fa, fu colto a scrivere il nome sulle pietre della stessa cupola. La denuncia ricevuta e la eco di indignazione che ne seguì in Giappone portarono l'Università di Gifu a duri provvedimenti nei loro confronti.
FIRENZE-Turista scala leone in piazza Santa Croce
A Firenze, la basilica di Santa Croce è stata teatro di due episodi di vandalismo. Una giovane spagnola è stata vista salire su uno dei quattro leoni che circondano il basamento della statua di Dante Alighieri e scendere dopo essere stata invitata a farlo da alcuni residenti. In un altro episodio, un turista canadese è stato visto fare pipì sulla cupola di Santa Maria Del Fiore, che è stata multato per 400 euro. La sorveglianza della basilica sembra funzionare, poiché il gruppo di studenti che tre mesi fa fu colto a scrivere il nome sulle pietre della cupola aveva ricevuto una denuncia e un'eco di indignazione in Giappone.
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