LE ceneri della lunga vicenda della fine dell'Ordine Mauriziano non sono affatto spente. L'audizione del presidente della Fondazione mauriziana Giovanni Zanetti, ieri in Consiglio regionale, riapre la vecchia ferita e riaccende i riflettori sui contenziosi della Regione con la Fondazione, su un fronte, e con il vecchio creditore Unicredit sull'altro. Zanetti e la vicepresidente Cristina Benessia Maccagno hanno presentato i conti: uscite per 4 milioni (dipendenti e manutenzione del patrimonio che ha in elenco la Palazzina di caccia di Stupinigi, Sant'Antonio di Ranverso, l'Abbazia di Staffarda, la Basilica di via Milano fra gli altri) a fronte di entrate per 1 milione e 200mila euro, 700 dalla vendita dei biglietti e 500 dagli affitti. «Siamo in grado di andare avanti fino a fine anno, al massimo primi mesi del 2016- dice il presidente, peraltro in scadenza il 27 giugno - poi in assenza di sostegno pubblico io chiudo, perchè non intendo fare altri buchi». L'appello dei vertici della Fondazione è per un intervento della Regione: «I musei hanno contributi anche pubblici, quello che incassano non è sufficiente. Ci diano almeno una mano nella promozione, prevedano una navetta che porti i visitatori a Stupinigi». L'assessore alla Cultura Antonella Parigi replica: «Noi sosteniamo le attività. C'è la mostra sull'elefante Fritz in corso che ha ricevuto 120mila euro e un'altra, sulla cucina, è in programma per settembre e ne costerà altri 100mila. Peraltro il Teatro a Corte paga un affitto per i suoi spettacoli ». Non siamo un bancomat, finanziamo attività, insiste Parigi. La promozione, aggiunge, «è affidata adesso alla Fondazione delle Regge sabaude, quindi alla coppia Zini-Turetta». Ma il problema è in primo luogo quello della questione annosa dell'Ordine, «e questo non è un problema della cultura». Altro capitolo, i contenziosi. Il primo riguarda gli affitti per gli ospedali di Lanzo e Valenza: un arretrato di 700mila euro all'anno dal 2008 al 2015. Su questo punto, dice il vicepresidente della Regione Aldo Reschigna, l'intesa è chiusa anche se non ancora firmata. L'accordo prevede che dal 2015 la Regione paghi alla Fondazione 600mila euro, e 2 milioni e mezzo potrebbe esser la cifra per gli anni pregressi. Il secondo fronte aperto riguarda l'assessorato alla Sanità: 29 milioni per le vecchissime prestazioni dell'ospedale Mauriziano. «Non vedo altra ipotesi che la via giudiziaria perchè le posizioni sono troppo divergenti», spiega l'assessore al bilancio. Che ha un'ultima grana, la più pesante anche se in questo caso non riguarda la FonDazione: il contenzioso con Unicredit. La Regione deve 100 milioni, ha stabilito la sentenza di primo grado. L'appello ha ridimensionato a 50: «Siamo disponibili su questa seconda ipotesi. In caso contrario non resta che la Cassazione».