IL 25 maggio nel cortile dell'insula di Santa Chiara, all'ombra del trecentesco campanile, la II Municipalità ha inaugurato un'area verde attrezzata definita impropriamente in comunicati e interviste "giardino" o "parco giochi". È di questi giorni poi, la notizia che la Casina Pompeiana nella Villa Comunale di Chiaia "è stata affidata provvisoriamente per un mese minimo", non si sa da chi e in che modo, all'associazione "Sii turista della tua città", che su facebook ha in dettaglio illustrato, anche con immagini, le sue finalità e soprattutto gli interventi fino ad oggi eseguiti in aiuole della Villa. Sappiamo bene che sono iniziative con finalità positive, sollecitate da esigenze primarie e carenze di attrezzature sociali, ma questo non giustifica il basso livello al quale si cerca di ricondurre il tema dei giardini e dei parchi storici cittadini. Vista l'incapacità dell'amministrazione comunale a gestire correttamente questo tema, ci appelliamo alla Soprintendenza, per evitare che i beni culturali subiscano offese dalle improvvide e improvvisate iniziative di pur volenterose municipalità e associazioni. Nell'aiuola sopraelevata che delimita un lato dell'insula di Santa Chiara, è stata realizzata una piccola zona attrezzata per i giochi dei bambini secondo un disegno piuttosto casuale di vialetti e aiuole, per ora con terreno battuto e in futuro, ad essere ottimisti, con un prato; dislocati in vari punti compaiono alcuni giochini standard in metallo di vivaci colori, piccole aiuole circolari con fiorellini stagionali, delimitate da pietre calcaree appuntite e perciò pericolose. Quest'area giochi nasce da uno studio di fattibilità del Comitato centro storico diritti salute e ambiente, che all'idea di progetto ha assegnato un incipit perentorio: no alla "speculazione intellettualistica sulla forma della città storica", dimenticando che proprio la forma della città storica di Napoli è quella riconosciuta dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Non c'è da meravigliarsi dunque se il risultato tradisca l'impostazione d'un semplice progetto di arredo urbano e difetti della metodologia del restauro. Il risultato negativo era prevedibile: i giochini colorati sono in forte contrasto con le architetture del monumento che li accoglie e che ne risultano offese nel decoro. Così il pensiero va, inevitabilmente, al prezioso scrigno del monastero e ai silenziosi giardini del chiostro che ci sono stati restituiti con il loro bagaglio di storia malgrado le vicissitudini subite nei secoli. D'altra parte è utile sottolineare che le aree gioco devono rispettare alcune regole e soprattutto molti vincoli e per questo la loro localizzazione nei giardini storici necessita di interventi di qualità e sensibilità, com'è avvenuto ad esempio a Stoccolma dove questo tipo di attrezzature s'è adeguato alla storicità dei giardini secondo un programma specifico. Se per noi non è possibile raggiungere analoghi livelli di qualità, non resta che scegliere aree meno pregiate da destinare alle legittime esigenze dei cittadini.
NAPOLI - Sanra Chiara: non è un parco giochi
Il 25 maggio, la II Municipalità ha inaugurato un'area verde attrezzata nel cortile dell'insula di Santa Chiara, definita "giardino" o "parco giochi". L'area è stata realizzata dall'associazione "Sii turista della tua città" e ha un disegno casuale con vialetti e aiuole. Sono presenti alcuni giochini standard in metallo e piccole aiuole con fiorellini stagionali. L'area è stata creata da uno studio di fattibilità del Comitato centro storico diritti salute e ambiente, che ha assegnato un incipit perentorio contro la "speculazione intellettualistica sulla forma della città storica".
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