Stefano Casciu, direttore del Polo regionale: la catena alla Loggia dei Lanzi? Giusta via di mezzo «L'interazione con le opere d'arte ci deve essere, ma a Firenze la situazione è oramai insostenibile: la quantità e la qualità del turismo, che purtroppo vanno peggiorando di giorno in giorno, potrebbero avere, nel tempo, ripercussioni assai negative sui monumenti e sui musei. Per questo sono d'accordo nel mettere la catena alla Loggia dei Lanzi e a regolarne gli ingressi». Dopo l'ennesimo atto vandalico ai danni del Ratto di Polissena, e dopo aver visto quella foto pubblicata ieri sul Corriere Fiorentino che ritrae una ragazza nella notte a cavalo di uno dei leoni posti all'entrata del monumento di piazza della Signoria, Stefano Casciu, direttore del Polo museale regionale, non ha dubbi: «La Loggia va preservata, sono contrario alle cancellate, ma la catena mi sembra una giusta via di mezzo». Casciu con Firenze ha un rapporto stretto, intimo: ci ha studiato laureandosi con una decana della materia, Mina Gregori, e presentando una tesi sull'Elettrice Palatina e ci ha sempre vissuto, anche nel periodo in cui il ministero dei beni culturali (dopo l'esperienza come direttore delle Ville Medicee e vicedirettore della Galleria Palatina) lo ha voluto soprintendente dei beni storici di Modena. Dal 9 marzo gestisce 37 musei che comprendono anche alcuni siti archeologici e monumentali, sparsi in tutta la Toscana. Due le priorità che sta cercando di affrontare: «Fare rete, perché solo così molti musei potranno uscire dall'anonimato e acquisire quel valore che meritano; e far pagare il biglietto nei musei, nei cenacoli e nelle Ville Medicee che oggi sono gratuiti. Il ticket dà la sensazione che si sta entrando in un luogo che deve essere rispettato». E se gli si chiede un giudizio sul turismo di massa che sta consumando Firenze, Stefano Casciu risponde senza tentennamenti: «Io parlerei di usura anche dello spirito della città che si ripercuote sui residenti. Firenze è stravolta, si sono perse molte atmosfere e alcune piazze non sono più le stesse. È un processo che va avanti da molti anni e che negli ultimi periodi è peggiorato moltissimo. La conseguenza è che Firenze, come Venezia e come tante altre città assaltate dal turismo, non ha più una sua individualità, una sua identità» Secondo Stefano Casciu i flussi di visitatori andrebbero gestiti, ottimizzati, creando una serie di percorsi alternativi: «Condivido la proposta che ha lanciato la sottosegretaria Borletti Buitoni, anche se riuscire a convincere la comitiva coreana a scegliere un'altra meta invece che gli Uffizi è difficile. Questo però non significa che non si possa ampliare l'offerta, il problema sono i trasporti inesistenti e le strade inadeguate a far passare i torpedoni. Ci avevamo provato nel 2007 insieme alla Provincia e al Comune di Sesto creando un percorso tra le Ville Medicee. Il risultato fu ottimo, ma poi ci siamo dovuti arrendere a causa del costo proibitivo del biglietto del bus». Al direttore del Polo museale regionale non dispiace neanche l'idea di «portare, per un breve periodo, la Primavera di Botticelli alla Villa di Castello. Anche se, secondo me, questo non risolverebbe il problema dell'assalto a Firenze». Infine, gli abusivi, le distese di selfie stick, poster e cappellini. «Credo che ci dovrebbe essere una maggiore presenza sia da parte del Comune che delle forze dell'ordine. Bisogna assolutamente intervenire perché l'immagine che diamo non è edificante».
Firenze. Assedio dei turisti, città stravolta
Stefano Casciu, direttore del Polo regionale, sostiene che la catena alla Loggia dei Lanzi sia una via di mezzo per preservare il monumento. Egli è contrario alle cancellate, ma ritiene che la catena sia necessaria per limitare il turismo di massa. Casciu ha un rapporto stretto con Firenze, che sta soffrendo per il turismo di massa. Egli vuole creare percorsi alternativi per i visitatori e aumentare l'offerta, ma ritiene che i trasporti inesistenti e le strade inadeguate siano un ostacolo. Casciu è anche critico con gli abusivi, come le distese di selfie stick e poster, e vuole una maggiore presenza delle forze dell'ordine per proteggere l'immagine della città.
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