Mai sanata, la ferita purulenta della collezione Torlonia torna a sanguinare ogni volta che vacilla la tutela pubblica del patrimonio storico e artistico della nazione. Ed è davvero inquietante che alcuni faccendieri si spaccino - a seconda dell'interlocutore - per agenti dei principi, o di grandi musei stranieri: nei cerchi concentrici degli speculatori che volteggiano sui paesi deboli non mancano mai mercanti d'arte senza scrupoli. Queste lugubri manovre riflettono la convinzione internazionale per cui l'Italia si appresterebbe ad allentare decisivamente le maglie di una legislazione che ha felicemente difeso lo straordinario contesto del nostro Paese: un mosaico meno straordinario e meno comprensibile per ognuna delle tessere che perde. Ma questi avvoltoi si illudono, o c'è davvero qualche significativo segno di cedimento? È, guarda caso, di questi giorni la notizia che la Presidenza del Consiglio e il Mibact intenderebbero accogliere le richieste di un importante gruppo lobbistico - l'Apollo 2, che rappresenta case d'asta nazionali e internazionali -, che desidera limitare drasticamente i motivi per cui si può vietare l'esportazione di opere d'arte dall'Italia. Non basterebbero più la qualità artistica e l'importanza storica, ma bisognerebbe provare la rarità e l'appartenenza di quell'opera al patrimonio artistico italiano. Esempio: se un americano volesseportarsi a casa una statua greca comprata in Italia, per fermarlo non basterebbe dimostrare che si tratta di un magnifico originale del V secolo a.C., ma bi sognerebbe anche giurare che non ne abbiamo nessuna simile (per la serie: viste una, viste tutte); salvo poi arrenderci perché, in quanto greca, le manca il puro sangue italico. Sarebbe esattamente il suicidio in cui sperano gli avvoltoi che volano sulla Collezione Torlonia.
L'assedio continuo al patrimonio
La collezione Torlonia è ancora minacciata dalla mancanza di tutela pubblica del patrimonio storico e artistico italiano. Alcuni faccendieri si spacciano per agenti dei principi o di grandi musei stranieri per acquistare opere d'arte italiane. Questi mercanti d'arte senza scrupoli riflettono la convinzione internazionale che l'Italia stia allentando la sua legislazione per difendere il patrimonio artistico. La Presidenza del Consiglio e il Mibact intendono accogliere le richieste di un gruppo lobbistico che vuole limitare drasticamente i motivi per cui si può vietare l'esportazione di opere d'arte dall'Italia.
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