Sono 40 villette abusive a uno e due piani e qualche box, costruite all'ombra della Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio Unesco dell'umanità e questa volta, dopo quasi 35 anni, dovranno essere abbattute: in Procura non vogliono che si parli di ultimatum, ma così suona la seconda diffida in pochi giorni inviata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo al neo sindaco Lillo Firetto, alla sovrintendenza ai Beni Culturali e al Parco archeologico della Valle che per mesi hanno giocato allo scaricabarile rimpallandosi vicendevolmente le responsabilità. "Si rimane stupefatti scrive la Procura in ordine al diniego di competenze che codesti Uffici disattendono nonostante i precisi obblighi provenienti dalle leggi vigenti". Pena, l'incriminazione: "In assenza di precise, circostanziate e dettagliate risposte esecutive scrivono i pm si dovrà procedere a carico dei responsabili di codesti uffici che, con perdurante ostinato ritardo, impediscono il ripristino della legalità". Protetta dal decreto Gui-Mancini del 1968, la zona A della Valle dei Templi, è a inedificabilità assoluta: lo scavo più profondo consentito è di 30 centimetri. Non ne tenne conto il Piano regolatore varato nel 1978, che consentì, in contrasto con la legge, l'apertura dei cantieri: da allora un migliaio di case, negozi e persino ristoranti costruiti abusivamente negli anni ha aggredito quel gioiello greco carico di storia millenaria, si calcola che dal 1978 al 1982 venne realizzato il 31,5 per cento degli abusi. I primi decreti di demolizione risalgono al 1980, ma nessuno li ha mai eseguiti, tra minacce di sommosse popolari e comitati di abusivi che andavano in tv a contestare la vastità del vincolo. E nel frattempo si continuava a costruire nella speranza di una sanatoria eternamente promessa dalla politica agrigentina, ma definitivamente tramontata nel 1985, quando si capì che nessun abusivismo in quel luogo protetto dall'Unesco sarebbe stato sanato. E come per incanto si bloccarono anche i nuovi cantieri. All'ultimatum della Procura il nuovo sindaco Firetto ha risposto finora con il silenzio, anche se sembra intenzionato a rivolgersi al prefetto per avviare un tavolo tecnico per la soluzione del problema, aiutato dal neo assessore all'Urbanistica Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente, associazione che per anni si è battuta contro gli abusivi con il leader precedente, Giuseppe Arnone. In provincia di Agrigento la procura ha circa 2000 sentenze di demolizione da fare eseguire, 200 nella sola Agrigento, ma le ruspe dovranno entrare in azione numerose anche a Palma di Montechiaro e Licata.