Intanto nel Lazio proseguono i lavori per la costruzione dell'autostrada Tirrenica. Nella foto di Enzo Russo (sopra) ecco una delle costruzioni realizzate nel tratto tra Tarquinia e Civitavecchia a servizio della futura autostrada. A fine 2014 l'avanzamento lavori in questo tratto risultava essere al 33 per cento. La tratta, che ricade tutta nel Comune di Tarquinia ed è chiamata Lotto 6a, fa parte della cosiddetta "tratta laziale" che va dal confine con la Toscana allo svincolo di Civitavecchia nord e misura 14,6 chilometri. In questo tratto ci saranno un casello autostradale, in località Grottelle, due aree di servizio (in carreggiata nord al chilometro 7275 e in carreggiata sud al chilometro 13750) e di tre svincoli (Tarquinia sud al km 5000; svincolo Aurelia SS1 Bis al chilometro 8577; svincolo Civitavecchia nord al chilometro 13919).di Ivana Agostini wORBETELLO w«Quaranta anni dopo i morti tornano a vivere». Lo afferma Andrea Carandini, presidente del Fai intervenuto ieri in un incontro pubblico per promuovere un progetto dell'ente da lui presieduto, il progetto, "Puntiamo i riflettori". I morti che tornano a vivere sono i mosaici e gli affreschi di Settefinestre alcuni dei quali sono tornati a rivedere la luce dopo trenta anni dall'ultima esposizione avvenuta nel 1985. Di questo, infatti, si è parlato alla ex Polveriera Guzman di Orbetello alla presenza del sindaco lagunare, Monica Paffetti, di Laura Cibrario Franzan , referente gruppo Fai Maremma, Maria Angela Turchetti, funzionario della Soprintendenza archeologica della Toscana e lo stesso Andrea Carandini. E che Andrea Carandini si trovi oggi a parlare di Settefinestre ed a essere, in qualità di presidente del Fai, il promotore, insieme al Comune di Orbetello e alla Soprintendenza, della volontà di creare una mostra permanente dei tesori di Settefiniestre è, forse, un segno del destino. Fu, infatti, proprio Carandini ad effettuare, negli anni 80, gli scavi che portarono alla luce le meraviglie di Settefinestre. «Io spero - dice il presidente del Fai che si riesca a creare questo museo per esporre i tesori di Settefininestre all'interno di questo locale bellissimo (la ex Polveriera Guzman ) in una zona archeologica molto importante, che vanta fra le altre cose, la colonia della città di Cosa«. Cosa è però solo uno degli aspetti di pregio del territorio. Ad essere molto importante, precisa Carandini «è anche tutto quello che c'è dietro, ossia l'intera Valle d'Oro». Un territorio nel quale il professore, all'epoca giovane archeologo, ha trascorso 7 anni della sua vita scavando per cercare di capire come fosse fatta una di queste ville (quella di Settefinestre) pubblicando con Panini editore tre volumi sugli scavi nel 1985. Una scoperta che poi è andata piano piano a morire per stessa ammissione di Carandini. Un territorio, quello della Valle d'Oro in cui è localizzata l'antica villa che si trova nella frazione del Giardino, fra Capalbio e Orbetello che, precisa l'archeologo, «deve essere non solo valorizzato ma deve essere soprattutto promosso«. La tutela e la promozione di questo spicchio di Maremma non può, però, non tirare in ballo un argomento che con la tutela della cultura sembra avere poco a che fare, il corridoio Tirrenico. Uno dei progetti autostradali, infatti, sembrava proprio spaccare in due questa porzione di terra compromettendo ville vecchie e nuove. Sulla questione autostrada risponde il funzionario alla Soprintendenza, Maria Angela Turchetti: «Lo Stato ha la possibilità di richiedere dei saggi archeologici dove dovrà passare il tracciato e ove venissero scoperti siti archeologici il tracciato non potrebbe passare e i cantieri si bloccherebbero». Una "archeologia preventiva" che permetterebbe di tutelare un patrimonio storico e culturale di valore inestimabile e che servirebbe anche a bloccare quello che per alcuni è solo uno scempio del territorio maremmano. I mosaici e gli affreschi di Settefinestre con un plastico sono stati ieri esposti e visti da una platea molto nutrita che ha partecipato all'evento. «Un evento - ha detto la Turchetti voluto fortemente da tre donne», il sindaco, la stessa Turchetti e Cibrario del Fai. Adesso inizia la parte più difficile, forse, recuperare i fondi per poter poter creare una mostra permanente alla Guzman che faccia vedere al turista cosa nascondono le ville antiche disseminate nel territorio.