Cinque milioni di pagine viste e 200 mila utenti unici. In un giorno solo. Che poi vuol dire che 200 mila persone sono entrate nel nostro sito e che per cinque milioni di volte una pagina web è stata aperta e letta. Poco o tanto non importa. Sono i numeri che l'altro ieri hanno corredato la pubblicazione della foto che ritraeva una donna a fare i suoi bisogni lungo i marciapiedi di piazza Indipendenza. In pieno centro storico. E in pieno giorno. L'immagine ha fatto l'effetto di un pugno nello stomaco. C'era da prevederlo, anche se non è stata la prima di una serie avvilente, né temiamo l'ultima. Noi quella foto l'abbiamo pubblicata non per sollevare l'ennesimo caso di degrado cittadino, ma per la straordinaria novità che proprio quella foto aveva provocato: cinque donne elette del Quartiere 1, appartenenti a partiti diversi (Pd, Forza Italia e Sel), avevano preso visione in Consiglio di un dossier impressionante di immagini sulla zona di Santa Maria Novella e, insieme, avevano deciso di reagire. Di muoversi. Di mobilitarsi. Abbandonando i reciproci pregiudizi politici e superando gli steccati del politically correct . Il loro messaggio, nella sostanza, è questo: basta nascondimenti, basta ipocrisie; è arrivata l'ora di darsi da fare concretamente per tentare almeno di arginare il fenomeno. Per salvare la dignità di una città, fatta di residenti e di visitatori, messa in serio pericolo dalla violazione sistematica delle regole di convivenza civile. L'enorme eco che ne è seguita dimostra che su questo fronte c'è una sensibilità fortissima tra i cittadini. E non solo a Firenze. Dimostra soprattutto che lo sconcerto si sta rapidamente trasformando in esasperazione. E che per troppo tempo c'è stata una grave sottovalutazione, anche da parte dell'informazione, di questa catena di fenomeni. La sfida è complicata. Parecchio. Per degrado si intendono più manifestazioni di inciviltà, di diversa gravità. Si va dalle forme più ricorrenti di maleducazione civica ai veri e propri sfregi contro un patrimonio universale di arte e cultura. Si parla della necessità di ripristinare il rispetto di diritti e doveri, certo; si parla di controlli, di sanzioni. Ma c'è anche un degrado meno esplosivo e clamoroso, eppure sottilmente più pericoloso: è la consunzione di Firenze sotto i colpi quotidiani del turismo d'assalto. Nel vertice romano tra il sindaco Nardella e il ministro Franceschini è stato energicamente ribadito che il turismo è una ricchezza preziosa. Bene hanno fatto a ripeterlo i due Dario.