Arco, oggi l'assemblea elettiva di Italia Nostra. Toffolon candidato TRENTO. Italia Nostra del Trentino si rinnova. Oggi, a partire dalle 9.30, i membri dell'associazione per la salvaguardia e la conservazione dell'ambiente e del territorio si ritrovano ad Arco per discutere della nuova legge urbanistica e per rinnovare il proprio Consiglio. «La scelta di Arco non è casuale: qui si sono registrati alcuni dei più preoccupanti eventi che riguardano l'urbanistica trentina» spiega Beppo Toffolon, attuale presidente della sezione trentina di Italia Nostra e candidato alla rielezione nell'organo collegiale. Presidente, la riforma urbanistica sarà al centro della discussione durante l'assemblea. Qual è la sua opinione sul disegno di legge? «Sono perplesso. Il testo della giunta è diverso rispetto alle promesse e agli annunci che lo avevano anticipato. Ci stiamo chiedendo se esista lo spazio per completare una riforma che pare trovarsi a metà strada fra la vecchia legge e la proposta dell'assessore». Cosa non la convince? «Uno degli aspetti positivi era che i temi paesaggistici sarebbero stati al centro della pianificazione ma non è andata proprio così. Mi sembra ci sia stata un po' di timidezza. In particolare mi riferisco al tema del consumo di suolo: l'obiettivo è raggiungibile solo se viene creato il perimetro intorno agli ambiti urbanizzati. Sembrava l'individuazione dovesse essere contenuta nella riforma, ma non c'è». Ma c'è la proposta delle sopraelevazioni. «Non è certo con il recupero dei sottotetti che si evita il consumo di territorio. I centri storici sono già le zone più densamente popolate, gli interventi andrebbero fatti in periferia, anche demolendo e ricostruendo». Parlando del capoluogo, il prg sarà presto discusso dal nuovo Consiglio. Cosa vorrebbe sentire? «Dopo anni di modifiche e varianti parziali credo sia giunta l'ora di risolvere il problema alla radice definendo una direzione chiara. Per non consumare nuovo suolo bisogna organizzare, rivedere le aree che sono in sospeso da anni come quella di via Maccani, lo scalo Filzi, la dogana, la Sloi. Dobbiamo pensare a un senso complessivo, non sviluppare la città a casaccio. E poi mi auguro che contemporaneamente al prg venga elaborato anche il piano del traffico visto che ormai hanno capito tutti che la linea forte è quella centrale di fondo valle». Quali prospettive ambientali e paesaggistiche immagina per il Trentino? «Abbiamo realizzato una mostra fotografica in piazza Battisti dove si poteva vedere le trasformazioni che il Trentino ha subito negli anni. Danni che sono stati prodotti e che potrebbero continuare. Serve più sensibilità, per esempio, nei confronti dei turisti, che evolvono e pretendono di trovare un'offerta più ampia che riguarda anche la cultura». E per Italia Nostra? «È sempre una guerra. Siamo un'associazione piccola e non riceviamo un solo euro di contributo pubblico. Allora in futuro dovremo sempre più concentrarci sulle battaglie che riguardano il patrimonio storico-culturale, mantenendo però una fitta rete di contatti con le associazioni con cui collaboriamo sui temi ambientali, che pure ci stanno a cuore».