Il giorno dopo il nubifragio che si è abbattuto martedì pomeriggio su Monreale si contano i danni. Il fulmine che ha colpito la torretta della cattedrale di Santa Maria Nuova ha danneggiato il mosaico di scuola bizantina del Cristo Pantocratore, bucato in alcuni punti il tetto, distrutto lo stelo e la palla sul pinnacolo del torrino eretto sopra le absidi. I detriti della sfera, sbriciolata dall'esplosione, hanno colpito tre auto in sosta, fra cui una Jaguar d'epoca che attendeva due novelli sposi. Pezzi di roccia pesanti anche cinque chili hanno bucato la lamiera della carrozzeria. Fortunatamente non ci sono stati feriti ma sono stati attimi di terrore per i freschi marito e moglie che si erano fermati sotto l'arco degli Angeli per immortalare la loro unione. E non solo per loro: poco dopo le 17.30 nel momento in cui il fulmine ha colpito la torretta, all'interno della cattedrale c'erano almeno 800 persone. L'arcivescovo stava cresimando 72 fedeli della vicina parrocchia dei santi Francesco e Vito, troppo piccola per ospitare parenti e amici dei cresimandi. "La cattedrale era stracolma, abbiamo sentito un'esplosione, poi alcuni secondi di blackout racconta Salvatore Madonia Per fortuna sono entrati in funzione i gruppi di continuità. Eravamo pietrificati dalla paura". La stima dei danni verrà quantificata nei prossimi giorni, dopo che la soprintendenza ai beni culturali di Palermo stabilirà l'entità del danno al mosaico nel catino absidale mediano che raffigura il Cristo Pantocratore. Una ventina di vetrini del mosaico sono caduti dopo l'esplosione del fulmine. Fortunatamente i tasselli in oro sono rimasti ancorati al mosaico e sul pavimento sono finiti solo i rivestimenti esterni in vetro. Oggi o al massimo domani mattina è in programma la verifica da parte dell'architetto Lina Bellanca della soprintendenza palermitana. Due gli scenari possibili: se i frammenti in vetro della dimensione di un centimetro quadrato sono caduti per le vibrazioni dovute all'esplosione del torrino senza intaccare la curvatura del mosaico, il danno dovrebbe essere contenuto e l'intervento di ripristino semplice. Se invece il danno ha interessato anche gli strati interni del mosaico, scollando le tessere dal catino absidale, l'opera di restauro si complica e avrà costi più alti e tempi di realizzazione più lunghi. "Non è possibile valutare cosa sia successo fino a quando non saliremo con una scala mobile fino all'estremità superiore del mosaico commentano dall'arcidiocesi I tasselli sono troppo piccoli e da terra è praticamente impossibile stabilire persino da dove vengono. Figuriamoci capire che tipo di danno c'è stato". Oltre che il danneggiamento del mosaico bizantino realizzato tra il XII e la metà del XIII secolo da maestranze locali e veneziane, a preoccupare l'arcivescovo Michele Pennisi sono i buchi nei tetti, provocati dai frammenti della sfera di cemento. Ieri il sopralluogo dei tecnici ha scongiurato problemi statici per la torretta tanto che il presidente della Fabbriceria del Duomo di Monreale, monsignor Antonino Dolce ha già incaricato una ditta specializzata per riparare le coperture. Un intervento da completare il prima possibile per scongiurare infiltrazioni d'acqua in caso di nuovi acquazzoni. "Si tratta di porzioni di tetto proprio sopra all'abside centrale e quindi sopra al mosaico già danneggiato spiega monsignor Dolce Abbiamo chiamato la ditta che si è occupata in passato della sistemazione delle coperture della basilica. Anche perché non si tratta di un tetto normale, ma è sotto tutela artistica e va ripristinato secondo le direttive della soprintendenza". Tutti gli interventi sia all'interno che all'esterno della cattedrale di Santa Maria Nuova saranno gestiti dalla Fabbriceria del Duomo di Monreale, l'ente che provvede alla conservazione e mantenimento dei beni dei luoghi sacri dell'arcidiocesi. L'ente ha stipulato una polizza assicurativa che coprirà tutti i danni, compresi quelli alle tre auto in sosta colpite dai frammenti della palla di pietra distrutta dal fulmine. Si tratta di due utilitarie di proprietà di un sacerdote e di un dipendente della diocesi, oltre alla Jaguar degli sposi. Ieri dopo il sopralluogo dei tecnici per verificare le condizioni statiche della zona colpita dal fulmine, le terrazze della cattedrale sono state riaperte ai turisti che hanno potuto salire fino al punto più alto della basilica.