Tutti puntano il dito contro la mancanza di ampi spazi alberati Ma anche i grattacieli vengono ritenuti una moda sorpassata, che non appartiene alla città. Non solo la Bicocca, ma anche gli altri progetti che hanno cambiato il volto di Milano e che sono destinati a farlo, in futuro: dai giganti di vetro e acciaio della vecchia Fiera alla nuova sede della Regione, dal parcheggio sotterraneo di Sant'Ambrogio alla Scala fino a Milano Santa Giulia. Sono tante le bocciature. Dopo le polemiche suscitate dalle dichiarazioni del sindaco sulla Bicocca di Vittorio Gregotti «Un'occasione mancata l'ha definita Gabriele Albertini una spianata tipo Berlino Est» tornando a sognare la scalata al cielo con grattacieli circondati dal verde, gli architetti allargano l'orizzonte. E giudicano la città. Tre i punti su cui le firme dell'architettura e dell'urbanistica si sono espressi: da maestri come Enzo Mari e Guglielmo Mozzoni a giovani progettisti come Stefano Boeri e Massimo Roj; da professori come Antonio Monestiroli, preside della facoltà di Architettura del Politecnico a osservatori attenti delle trasformazioni del tessuto urbano come Luca Beltrami Gadola, Jacopo Gardella e Luigi Mazza. Questioni sollevate proprio dalle critiche del sindaco al quartiere di Gregotti: il verde che manca e le occasioni colte o perdute tra i piani già realizzati, come la Bicocca, o in programma per i prossimi anni. Impietoso il giudizio riservato a prati e alberi, soprattutto nel IL VERDE: poco. E soprattutto poco vivibile, troppo lontano dalla gente. I grattacieli: un centro della città. Un verde «insufficiente» per Mozzoni o Mari. «Poco e mal gestito», per Beltrami Gadola. Un verde da valorizzare per Boeri, che vorrebbe trasformare il Sempione in un parco delle culture o dedicare l'area di San Siro in una cittadella del tempo libero. Un verde che non aiuta a viverla, la città. Quella città che oggi Mari non riconosce più: «Milano è morta, perché i suoi abitanti non hanno più vitalità, vogliadipartecipazione.AMilano manca il senso della collettività: si può anche fare una bella piazza, ma se non viene vissuta che cosa è?». Eppure, per Monestiroli «Milano continua ad avere cose bellissime in un contesto mediocre messo a rischio dai progetti che rischiano di snaturarla come il parcheggio sotto piazza Sant'Ambrogio». E se Gardella ha visto solo brutture realizzate negli ultimi anni, per Roj è positiva il ritorno alla progettazione e alle idee. Maèproprio il futuro apreoccupare di più. E così Mozzoni boccia i grattacieli della nuova Fiera, Beltrami Gadola non risparmia la nuova sede della Regione: «Sbagliato pensarla lì: molte funzioni vanno spostate dal centro». Duro anche il parere di Mazza: «II problema di Milano non si risolve costruendo grattacieli, come dice il sindaco. Urbanisticamente, Milano è un pasticcio». Massimo Roj "Ma la Bicocca rimane una vergogna d'Italia" l.C'è poco verde rispetto a quello necessario a una città vivibile. C'era l'opportunità di ripensare la città dopo la guerra: oggi è difficile ipotizzare sventramenti nel tessuto urbano, ma si può pensare alle zone periferiche, in fondo a via Ripamonti, e alle exaree industriali. 2. Sono contento della ripresa della progettazione architettonica dopo tanti anni di fermo assoluto, anche se vorrei si desse più spazio ai giovani professionisti itali ani. 3. La Bicocca si poteva sicuramente fare meglio. Penso sia una delle vergogne più grosse che abbiamo inltalia. Sembra di essere tornati all'inizio degli anni '50 in un paese dell'Est. Enzo Mari "Occorre più verde anche in centro" 1. «Ci dovrebbe essere più verde, anche nel centro della città». 2. «Non vedo esempi di grande qualità. Anche sulla Bicocca non posso esprimermi: la città si conosce camminando e io, che da50 anni non guido, la conosco poco. Ritengo positiva la difesa che, in passato, gli abitanti hanno fatto di corso Garibaldi, salvando la sua storia. I progetti futuri sono troppo distanti, è difficile raggiungerli». 3. «Milano non mi piace più. La amavo negli anni '60, quando era piena di vita e di gente. Oggi è una città morta, di cyborg che, appena possono, scappano. Non sono importanti le opere architettoniche, ma come vengono vissute dai cittadini». Luigi Mazza "Il pregio di questa città è di essere orizzontale" 1. I progetti integrati di intervento hanno procurato milioni di metri quadri di verde: il problema sarà la manutenzione. Il verde non si ricava costruendo in altezza, perché la densità alta crea congestione. 2. La vela di Fuksas prova che si può fare modernità senza grattacieli. Milano ha il pregio d'essere orizzontale: il massimo che potevamo permetterci era la Torre Velasca. Fra 20 anni si riconoscerà che la Bicocca è uno dei pezzi più belli di questi anni. 3. Il resto sono tipologie da sobborgo con edifici da città densa. Un ambiente né urbano né suburbano. Forse solo a Santa Giulia avremo un nuovo pezzo di città, non sobborghi.
I grandi architetti bocciano Milano
Gli architetti e urbanisti hanno espresso le loro opinioni sulle critiche del sindaco di Milano, che ha definito la Bicocca di Vittorio Gregotti una "spianata tipo Berlino Est". I progettisti hanno giudicato la città e hanno sollevato tre punti: il verde insufficiente, i grattacieli come un centro della città e la mancanza di senso di collettività. Alcuni hanno criticato i progetti futuri, come la nuova sede della Regione, mentre altri hanno espresso la speranza per una ripresa della progettazione architettonica. Gli esperti hanno anche sollevato il problema della manutenzione del verde e hanno sottolineato l'importanza di mantenere l'orizzontalità della città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo