È STATA portata all'attenzione da Giuseppe Guida ("Repubblica" del 7 giugno) la gravità del problema della perdurante assenza di politiche regionali di governo del territorio. Egli ha suggerito alcune, condivisibili azioni operative alla nuova giunta. Al riguardo reputiamo opportuno anticipare la proposta che Italia Nostra a sua volta intende avanzare al presidente De Luca e al nuovo assessore all'Urbanistica e auspichiamo che venga scelto un tecnico esperto, capace e qualificato per tale importante compito. Ci riferiamo alla iniziativa della copianificazione urbanistica Regione-Soprintendenza per quanto concerne l' aspetto della tutela paesaggistica e ambientale non solo del Centro storico- Unesco di Napoli, ma altresì degli altri rilevanti centri storici di altri Comuni della Campania. Una succinta premessa. Il Piano regolatore di Napoli, approvato dal consiglio comunale nel 2004, sancisce una rigorosa normativa di restauro conservativo per il Centro storico-Unesco (il riconoscimento Unesco, richiesto da Italia Nostra nel 1993, fu ottenuto nel 1995). Tuttavia il vigente strumento urbanistico può essere modificato dalla amministrazione locale in carica e, soprattutto, da quelle future con iniziative di varianti urbanistiche tendenti alla compromissione del tessuto edilizio storico: si sono registrate e si susseguono infatti anche da parte di ambienti accademici proposte di riqualificazione urbana e di "rigenerazione edilizia", tendenti a mettere in discussione il regime vincolistico (che tale non è perché il Pr consente la demolizione dell'edilizia- spazzatura postbellica nel Centro storico- Unesco). Pertanto Italia Nostra, nel novembre 2011, ha richiesto al ministero per i Beni culturali di attivare le procedure per il riconoscimento di interesse alla tutela del Centro storico-Unesco, ai sensi del vigente Codice dei beni Culturali (2004); e ciò al fine di scongiurare il pericolo di future modifiche alla vigente normativa di Piano. Nel novembre 2012 la Soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli aveva istituito, con il consenso del ministero, un tavolo informale di lavoro per l'istruttoria del vincolo. Il gruppo di lavoro "Beni culturali" (coordinato dall'architetto Alfredo Buccaro) ha ora proposto la richiesta alla Soprintendenza ai Beni architettonici del vincolo di tutela paesaggistica dei più significativi centri storici del territorio metropolitano (attualmente esiste solo per il centro storico di Teano). È evidente che se tale vincolo viene richiesto per il territorio, esso deve essere apposto intanto prioritariamente sul capoluogo, Napoli. Invitiamo quindi la predetta Soprintendenza a riprendere l'interrotta istruttoria da estendere agli altri centri storici di interesse paesaggistico e ambientale della regione: il patrimonio paesaggistico e monumentale di centri storici, quali quelli di Capua, Aversa, Cava dei Tirreni, per fare solo qualche esempio, è enorme. Sappiamo bene invece come sia debole in genere la posizione dei sindaci dei Comuni di fronte al diffuso fenomeno dell'abusivismo edilizio, ma è purtroppo da rilevare soprattutto l'indifferenza locale per le volgari alterazioni e manomissioni dei contesti storico-ambientali. Queste irreversibili ferite precludono poi qualsiasi prospettiva di sviluppo turistico-culturale, che pure viene localmente invocata. I vincoli paesaggistici apposti dalla competente Soprintendenza tutelerebbero i centri storici che abbiamo il dovere di preservare per le nuove generazioni. Italia Nostra rivolge pertanto un appello su tali importanti problemi al nuovo presidente della Regione, De Luca.