SARÀ anche un assedio, ma prima di tutto è un bel business: «Il turismo è una risorsa incredibile per Firenze in termini di occupazione, di ricchezza, di visibilità », convengono Dario Nardella e Dario Franceschini ieri nel loro faccia a faccia a Roma. «Troppo comodo attaccare i turisti ora che ne abbiamo tanti, ci siamo dimenticati la crisi di 6 anni fa con gli alberghi mezzi vuoti?», è il concetto che il sindaco ripete al ministro della Cultura. Con 11 milioni di turisti l'anno però lo stress per il centro storico è inevitabile e anche senza alzare gli scudi una forma di protezione va trovata, si dicono Nardella e Franceschini: «Tuteliamo il decoro, aumentiamo le telecamere, lottiamo contro la merce contraffatta, incentiviamo il turismo di qualità e puntiamo a offrire anche percorsi fuori dalle rotte classiche, lontani dall'area Unesco. Niente cancelli e niente catene però. L'arte non si ingabbia». Eccolo il nuovo patto dei due "Dario". L'intesa dopo le polemiche nate dal nuovo episodio vandalico di cui è rimasta vittima la Loggia dei Lanzi la scorsa settimana: il mignolo amputato per l'ennesima volta al Ratto di Polissena, la proposta del direttore degli Uffizi Antonio Natali di una catena per proteggere i monumenti. Franceschini e Nardella non ci stanno: «Il ministro ha condiviso con me dalla A alla Z la valutazione su turismo e impatto sulla città: i monumenti non hanno bisogno di cancellate, il problema non è mandare via i turisti o chiudere i musei e non c'è nemmeno nessun caso Firenze per quel che riguarda il degrado. Però è chiaro che occorre rafforzare i controlli e puntare a spostare i flussi turistici fuori dal centro», insiste Nardella. E qualche segnale su questo fronte arriva da Franceschini: ad esempio la Firenze Card sarà allargata a monumenti fuori dal circuito dell'arte "mainstream" come la Badia Fiorentina e villa Caruso a Lastra a Signa. «Ne faremo una nuova versione "slim", meno costosa », annuncia pure il sindaco. Anche sulle ville Medicee sarà fatto uno studio ad hoc: un'idea potrebbe essere creare delle navette dal centro per incentivare le visite. Oltre alle promesse il sindaco incassa anche denari per Palazzo Vecchio. I 4 milioni di euro frutto della vecchia intesa sul David sono confermati anche per il 2015: 2,3 sarano spesi sui musei comunali, 1 sui grandi Uffizi, 275 mila euro per il restauro delle porte del Battistero, 350 mila saranno "girati" ad Ales per favorire le riassunzioni dei dipendenti del Maggio in esubero. Franceschini si impegna anche ad andare avanti sui nuovi Uffizi, loggia Isozaki compresa, su cui mancano 40 milioni di euro. Fa dei passi avanti anche l'accordo sul ticket unico Palazzo Vecchio-Palazzo PittiUffizi-Boboli: c'è l'impegno del ministro a chiudere l'accordo prima che arrivi il nuovo super manager degli Uffizi. Anche la Crusca entra nel giro: Franceschini conferma l'impegno del ministero a contribuire al salvataggio dell'Accademia. E sui festival letterari come il Von Rezzorri dal prossimo anno arriva un fondo del ministero, promette Franceschini. Il colpaccio per Palazzo Vecchio giunge in serata col decreto enti locali varato dal Consiglio dei ministri: patto di stabilità sbloccato, 35 milioni in più sulle opere pubbliche per il Comune.