Una catena per proteggere la Loggia dei Lanzi. È questo il progetto su cui stanno lavorando la segretaria regionale del ministero dei Beni culturali, Paola Grifoni, e il direttore del museo di Orsanmichele Antonio Godoli. L'obiettivo è preservare le opere lì contenute ed evitare assembramenti e confusione che, in molti casi, sono sfociati in danneggiamenti. «Vogliamo semplicemente diminuire la pressione spiega Godoli, su cui ricade anche la responsabilità della Loggia e siamo certi che un monumento più libero e con meno calca sarà apprezzato di più». L'idea è far entrare i turisti a gruppi di 20 e per un determinato tempo, «e non chiudere la Loggia definitivamente, altrimenti solleveremmo un problema politico. Ha ragione Antonio Paolucci quando dice che quel monumento è stata realizzato per offrire la bellezza a tutti, ma si devono conciliare le varie esigenze». Ora si tratta di trovare un accordo con i volontari dell'associazione Amici della Terra voluti proprio da Paolucci a guardia della Loggia che, sottolinea il direttore, «svolgono il loro lavoro in modo impeccabile. La Loggia dell'Orcagna è una sala degli Uffizi all'aperto: quando nella Galleria ci sono tanti visitatori davanti a Giotto, Michelangelo e Botticelli viene messo un cordone per scaglionare i gruppi, ecco noi vorremmo fare la stessa cosa con la Loggia». Sono tanti gli episodi di danneggiamento alle opere della Loggia, e con il turismo di massa il rischio è aumentato: «Gli accalcamenti di oggi ci preoccupano molto, e il pericolo è che la prossima volta non si debba fare i conti solo con un dito rotto (il riferimento è al Ratto di Polissena di Pio Fedi, ndr ) ma con qualcosa di più grave». Godoli, infine, spiega che la catena da utilizzare per la Loggia c'è già, «l'abbiamo fatta fare lo scorso anno, all'indomani l'ennesimo danneggiamento. E per montarla non dobbiamo chiedere alcuna autorizzazione, perché quello è un bene demaniale sotto la nostra tutela».