I conti del Comune. Grandi navi. Quadrante di Tessera. Città metropolitana. Isola di Poveglia Gary Cooper o Bitonci, i modelli dei due candidati. Il senatore: Biennale e Fenice anche a Mestre. L'imprenditore: troverò investitori per Tessera city Luigi Brugnaro e Felice Casson a 360 gradi. A quattro giorni dal ballottaggio i due candidati sindaco di Venezia si sono confrontati nella redazione del Corriere del Veneto . Un'ora e mezza di dibattito e scontri: dalle grandi navi ai profughi, dalla futura squadra al turismo. Hanno risposto alle domande dei giornalisti e dei lettori intervenuti su Twitter, Facebook e in diretta attraverso l'applicazione Periscope. In queste due pagine la sintesi del dibattito. Il Veneto e Venezia sono al centro di una vera e propria emergenza profughi, come pensate di affrontare il problema quanto sarete sindaco? Casson : «Siamo in un'emergenza epocale, storica, sociale ed economica. Ma rispetto ad altre province Venezia ha dato tanto. Sono convinto che a livello nazionale sia stata presa la strada giusta, non è solo un problema italiano, ma europeo. Bisogna tenere conto dello spirito che ci ha sempre animato, quello di Papa Francesco: aiutare chi è in difficoltà e conciliare le esigenze». Brugnaro : «Io dico di no, ne abbiamo già tantissimi, alcuni già integrati. Il problema è che oggi non c'è più l'economia, altrimenti sarebbe tutto più facile. L'ho detto e lo ribadisco con forza: facciamo un vertice a Venezia con Renzi e con l'Europa. Discutiamone qui e troviamo una soluzione». Venezia esce dal commissariamento durante il quale molti tagli sono già stati fatti. Da sindaci rifarete il bilancio, cancellando misure già previste? B : «Il commissario ha fatto delle cose che non condivido assolutamente come i tagli agli asili nido e i premi per i regatanti, ma ha chiuso il bilancio, e questa sua scelta coraggiosa è molto importante per il futuro. Adesso dovremo recuperare gli introiti da qualche parte, questo è pacifico. Il turismo ad esempio, quale vogliamo aumentare e quale vogliamo contrastare? Quello mordi e fuggi deve lasciare qualcosa alla città. I tagli? La spesa sociale non si tocca». C : «Non condivido le scelte del commissario, le sue sono state azioni politiche: tagli ai servizi sociali, i nidi, dipendenti comunali... poteva rimandare. Che fare? Prima vediamo la fotografia del bilancio, poi inizieremo la cura, che passerà anche attraverso la forza di chiedere un' autonomia finanziaria ed economica per la città». Grandi Navi tra progetti alternativi ancora fermi e crociere che passano davanti a San Marco. Quale la vostra soluzione? C : «Sono favorevole all'attività crocieristica, perché dà molti posti di lavoro, ma non si può scavare un grande canale che distrugge l'ecosistema lagunare. E lo scavo del canale Vittorio Emanuele che propone Brugnaro è irrealizzabile, si tratta di una delle zone più inquinate. Io sposo due alternative: terminal fuori dalle bocche di porto o Marghera. Ma la soluzione va decisa in fretta». B : «Le navi sono giganti e l'economia che muovono è una cosa seria. Il canale Vittorio Emanuele è fattibilissimo, se ci sono fanghi inquinati li togliamo e finiamo il parco del Moranzani. Cominceremo non appena i cittadini andranno a votare, ben sapendo che finché diciamo sciocchezze decidono a Roma, e poi le navi ce le ruba Trieste». Quello del turismo è uno dei settori nodali per la città tra risorsa e danno. Qual è la vostra ricetta? B : «Mi piace l'idea di delocalizzare il turismo, bisogna far rivivere la città di terra attraverso grandi eventi diffusi. E far rivivere il Lido facendolo tornare ai fasti della Mostra del Cinema. Priorità a chi abita e lavora, sono contrario ai ticket, pensiamo piuttosto ad una card di servizi». C : «Turismo e cultura devono essere tenuti strettamente collegati in una città come Venezia. Non si può più andare in sofferenza con 4-5 eventi all'anno, le manifestazioni vanno diversificate. Alcuni appuntamenti di Biennale e Fenice ad esempio vanno portati in terraferma, che però può vivere anche di cultura propria, penso all'archeologia e e ai forti». Qual è la vostra Venezia di domani, quali le visioni prospettiche per i prossimi anni? C : «Si tratta di una realtà territoriale molto composita, il progetto va visto a lungo termine. Se penso allo sviluppo vedo in primis Marghera, che va assolutamente rivista e rivitalizzata. Bisogna fare le bonifiche, e semplificare le norme, deve diventare una tipica zona franca. Il centro storico continuerà ad avere il problema della residenzialità, unico antidoto a Disneyland. Bisognerà dare la possibilità di avere una casa a chi ci vuole abitare,con affitti agevolati per giovani coppie e neolaureati. Il Lido potrebbe diventare isola del benessere, e per Mestre deve finire questa politica regionale dei grandi centri, servono aiuti ai commercianti». B : «Venezia centro storico deve tornare ad essere la città fluida che era prima del dopoguerra, vivace e non ingessata. A Marghera e Mestre invece l'occasione è quella della grande architettura moderna, della rinascita edilizia. Sono realtà esteticamente brutte, dobbiamo ristrutturarle e creare un waterfront che i turisti di tutto il mondo verranno ad ammirare come accade a Lisbona. Luoghi, e penso a Porto Marghera, che potranno essere sede della nuova manifattura». Qual è il progetto strategico da far partire subito a Mestre? E Tessera city? Lo sviluppo dell'area non è ancora partito. B : «Non si è fatto niente perché è più difficile costruire il contenuto che il contenitore. I terreni sono di proprietà della società immobiliare del Casinò che bisogna rilanciare, non basta fare rendering, ma non c'è la giusta struttura mentale. Bisogna cercare gli investitori, c'era Pierre Cardin ma ha vinto il partito del no. Non bisogna demonizzare i privati, parliamo con la Save, con chi ci vuole essere e il Comune coordina». C : «Marghera è una possibilità per gli imprenditori, ma prima devono partire le bonifiche: c'è la green economy e il settore logistica in espansione. A Mestre va rivitalizzato il centro, il commercio, l'artigianato, mentre sul Quadrante c'è il Pat e va fatto rispettare da tutti, dai cittadini ai grandi imprenditori». Il primo gennaio 2016 partirà la Città metropolitana, chi verrà eletto sarà il primo sindaco metropolitano, cosa farà? Anche perché sullo sfondo c'è il referendum di separazione... C : «Alla formazione normativa ho partecipato votando la legge Delrio, la Città metropolitana nel nostro territorio esiste già nei servizi e nell'economia, ma va anche creata socialmente come mentalità e istituzioni. Lo statuto è da rivedere perché sono convinto che il sindaco debba essere eletto dai cittadini. Sul referendum ho rispetto per i cittadini mentre mi pare che sulla separazione nel centrodestra ci siano posizioni diverse». B : «Penso che le idee diverse siano un arricchimento, una delle cose forti dell'accordo con la Lega è il referendum, io sono contrario alla separazione ma sono pronto a cambiare idea. Sulla Città metropolitana ci ho sempre creduto: al primo Consiglio, oltre ai sindaci nominati, inviterò anche tutti gli altri per fare un percorso corale». La sicurezza è una delle priorità da affrontare, sarete sindaci sceriffi? Avete già pensato alla prima ordinanza? C : «Se penso allo sceriffo non guardo a Gentilini ma a Gary Cooper (ride) . Credo talmente tanto a sicurezza e legalità, che terrò la delega, poi prenderò un esperto di anticrimine del ministero dell'Interno che ci aiuti ad affrontare le criticità. Rimetterò sul territorio i vigili ma lavoreremo anche sul decoro urbano, dove se ne vanno i negozi arriva il degrado e la criminalità» B : «Nella mia lista ci sono un generale dei carabinieri e un ufficiale della polizia, noi siamo già pronti ad intervenire: Variati, Bitonci e Gentilini hanno fatto bene. Il sindaco deve essere in prima linea in mezzo alla gente, poi ci sono ordinanze di tutti i tipi per allontanare criminali e molesti, ma va fatta anche una grande opera di educazione a 360 gradi». Parliamo di «alleanze scomode» presenti in entrambi gli schieramenti: Brugnaro dice di essere né di destra né di sinistra ma è il candidato del centrodestra, a Casson viene rimproverato l'appoggio dei centri sociali. B : «Ho fatto accordi alla luce del sole, se vinco la mia lista civica prende 17 consiglieri, con gli altri due alleati della prima ora abbiamo la maggioranza dei consiglieri. La giunta è un'altra cosa, è garanzia del sindaco che può anche revocare le deleghe. Poi se volete vi dico che sono filogovernativo, come si fa a non voler aiutare Renzi e Zaia? Mentre i centri sociali sono partiti proprio da Venezia a protestare contro l'Expo». C : «A Venezia è successo il contrario, ho invitato e portato io il premier al palaExpo e non ho visto proteste. E' assolutamente strumentale parlare di centri sociali, io ho un estremista come Bruno Tabacci, figura solida di centro cattolico, l'Adc, nella mia lista civica ci sono professionisti, città aperta a tutti». Ci anticipate qualche assessore? B : «Ci sarà Francesca Zaccariotto, ci ha messo la faccia anche lei, così come Gian Angelo Bellati, se vorranno, e Renato Boraso persona generosa e onesta. Se vincerò, non vedo perché non dialogare anche con Casson, farlo assessore non credo accetterebbe, ma di sicuro non dialogherò con i centri sociali». C : «In questa campagna elettorale ho conosciuto meglio alcune persone, altre non ne conoscevo, nella formazione della squadra terrò conto anche di questo, ma non voglio anticipare nomi, di sicuro saranno di alto livello, gli assessori dovranno avere competenze tecniche precise ed essere indipendenti dai partiti». Chi verrà eletto, sarà il primo sindaco dopo gli arresti del Mose, avete pensato a qualche misura contro la corruzione? C : «Non servono tante leggi, la normativa Severino prevede meccanismi anticorruzione, bisogna farli funzionare. Poi istituirò una direzione della legalità e della trasparenza che comprenda gestione di appalti pubblici e contratti». B : «Non serve un sindaco magistrato, ma un sindaco che sviluppi la città. Serve trasparenza in tutti i comportamenti, vigili e dipendenti comunali devono sorridere e usare il buon senso, dobbiamo puntare sull'onestà». Alcuni definiscono le vostre candidature inopportune, Brugnaro per i conflitti di interesse, Casson per l'essere stato magistrato nella città in cui si candida. B : «Non ho conflitti di interesse, essere imprenditore è un vantaggio, non uno svantaggio. Sull'area dei Pili non farò nulla e non presenterò progetti,su Poveglia ho ritirato il ricorso al Tar, venerdì presenterò la Misericordia restaurata con 10 milioni di soldi miei, volevano farci un centro islamico. Volete metterci anche la Reyer? Spendo 8 milioni all'anno, me la tengo, tutto il resto fa parte del partito della diffamazione, che allontana gente come Zamparini o Cardin» C : «Una volta eletto starò 24 ore su 24 a fare il sindaco, Venezia non può avere persone che pensano ad altre cose, sindaco e assessori devono essere concentrati. Io ho una visione diversa sul territorio, il patrimonio pubblico deve rimanere pubblico e Poveglia deve rimanere pubblica per essere gestita da tutti i cittadini» Fate un ultimo appello al voto. C : «Votatemi perché Venezia ha bisogno di uscire dall'ultimo anno, dallo scandalo del Mose, dalle corruzioni , dal malaffare, ha bisogno di pulizia e trasparenza ed essere indipendente da qualsiasi potere e partito» B : «Mi sono candidato per riportare lavoro e dare futuro, che in questa città non c'è, ai ragazzini. In questa città bisogna recuperare le imprese, attirare gli investimenti internazionali, io lo so fare, mi sono candidato per dare un futuro a Venezia che deve camminare con le proprie gambe».