NAPOLI. Ci sono due fari campani tra gli undici compresi nell'operazione "Valore Paese - Fari" lanciata ieri a Roma a cura dell'Agenzia del Demanio e del Ministero della Difesa, e con la partecipazione del Ministero dei Beni Culturali e dell'Economia, per valorizzare strutture pubbliche attraverso la concessione per 50 anni ai privati. Si tratta del faro di Punta Imperatore a Forio d'Ischia (Napoli) e del faro di Capo d'Orso a Maiori (Salerno). Gli altri fari in affitto sono quello di Brucoli ad Augusta (Siracusa), di Murro di Porco a Siracusa, di Capo Grosso nell'isola di Levanzo a Favignana (Trapani), di Punta Cavazzi a Ustica (Palermo), San Domino alle Tremiti (Foggia), Punta del Fenaio e Capel Rosso all'isola dal Giglio e isola delle Formiche, tutti in provincia di Grosseto, e quello sull'isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. L'obiettivo è di sottrarre il patrimonio pubblico dallo stato di abbandono in cui purtroppo molto spesso versa e renderlo ostello o albergo di lusso, a seconda delle singole caratteristiche e degli investimenti che ci saranno. Il faro di Punta Imperatore è il più antico del Mediterraneo e dal giorno della sua attivazione , nel 1884, ogni cinque secondi la luce abbagliante e continua della lanterna , da un'altezza di oltre 60 metri, viene in aiuto dei naviganti. Il faro di Capo d'Orso aggrappato alla roccia, a 66 metri dal livello del mare, è raggiungibile dalla strada statale Amalfitana dopo aver percorso oltre 300 gradini.