Gentile signora Isabella Bossi Fedrigotti, in relazione agli splendidi eventi milanesi collegati all'Expo 2015, mi chiedo spesso come mai la città di Milano non si preoccupi di reintegrare e completare il restauro della Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale la quale, pesantemente bombardata durante l'ultima Guerra mondiale, è stata sospesa quale «documento» di guerra e mai più rimessa in discussione. La Sala delle Cariatidi, uno dei saloni teresiani tardo barocchi più belli e importanti d'Europa, realizzata dal Piermarini, era considerata una vera meraviglia architettonica citata in tutte le guide dell'epoca, e il cui restauro non è più stato completato dal difficile dopoguerra in poi, a differenza ad esempio del Teatro della Scala integralmente ed immediatamente ricostruito. Considerato che in Italia ed in tutta Europa gli edifici storici sinistrati da eventi bellici o incendi sono stati per la maggior parte ricostruiti filologicamente, mantenendone la lettura dei differenti materiali ma ricomponendo lo spirito e la composizione architettonica e decorativa nel loro insieme (esempio i teatri e palazzi imperiali in Germania, l'Opera di Monaco di Baviera, tutti gli edifici monumentali di Dresda, la Fenice di Venezia, il Petruzzelli di Bari, la Villa Reale di Monza) perché Milano non si è ancora posto il problema del completamento del monco restauro della Sala delle Cariatidi, assai più fastosa ed importante, ad esempio, della famosa Sala Bianca delle sfilate di Palazzo Pitti? Risulta tra l'altro che alcuni dei famosi lampadari di cristalli di Boemia sono conservati alla Biblioteca Braidense, mentre ora manca tutta la balconata continua, l'omogeneità coloristica, le specchiature e quanto possa ridare alla Sala mutilata una lettura architettonica e decorativa più coerente con quella originaria. Sarebbe interessante che la Soprintendenza, il Comune e alcuni sponsor cittadini, così illuminati e munifici, possano iniziare un dibattito ed eventualmente costituire un Comitato scientifico per valutare l'ipotesi di recupero dell'identità e dell'immagine di un ambiente storico e culturale così fastoso che darebbe un risalto eccezionale alla moda, alle arti ed alle mostre. Giuseppe Bessone Guardando le foto dei primi del Novecento che mostrano la Sala nel suo antico splendore, non si può non darle ragione: davvero ci dobbiamo augurare che venga completato il suo restauro. La bomba inglese che ha provocato il devastante incendio è caduta la notte del 15 agosto 1943 nel corso del terzo attacco programmato per annientare Milano: segno che in tutte le guerre sono sempre stati presi di mira i monumenti più importanti per annientare l'identità di una nazione, di un popolo, di una città. Isabella Bossi Fedrigotti
Milano. Sala delle Cariatidi, è il momento di sanare le ferite della guerra
La signora Isabella Bossi Fedrigotti si rivolge alla città di Milano, chiedendo come mai la Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale non sia stata completata il restauro dopo essere stata pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale. La Sala, uno dei saloni teresiani tardo barocchi più belli e importanti d'Europa, è stata sospesa come documento di guerra e mai più rimessa in discussione. La signora Bossi Fedrigotti sostiene che gli edifici storici sinistrati da eventi bellici o incendi sono stati per la maggior parte ricostruiti filologicamente in Italia e in Europa, mentre la Sala delle Cariatidi non è stata trattata in modo simile.
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