Sei milioni di opere d'arte descritte, 1,2 milioni delle quali oggetto di furto. Oltre 162 mila delitti contro il patrimonio artistico censiti e registrati. Si chiama Leonardo ed è la banca dati dei Beni culturali illecitamente sottratti, creata nel 1969 dal Nucleo per la tutela del patrimonio artistico dell'Arma dei carabinieri. Ieri a Expo, davanti al ministro Dario Franceschini, è stato presentato il lavoro insieme alla app (Itpc Carabinieri) scaricabile su tablet e smartphone, che ha consentito finora il recupero di circa 740 mila opere d'arte rubate. Un valore economico «incalcolabile», come ha spiegato il generale Mariano Mossa, comandante dei carabinieri del Comando per la tutela del patrimonio culturale (Tpc). Nata come archivio cartaceo, è oggi uno strumento investigativo sempre più potente, come ha confermato il procuratore Edmondo Bruti Liberati ricordando l'episodio di due opere messe all'asta e in realtà risultate trafugate dall'esercito tedesco a cittadini americani residenti in Italia. Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha aggiunto che «ben 115 diocesi hanno già finito di registrare le opere che possiedono e sono oltre 3 milioni e 900 mila le schede delle opere registrate e confluite nella banca dati dei carabinieri».