Secondo Alessandra Griffo direttrice del Giardino di Boboli, di Villa La Petraia e del Giardino della Villa Medicea di Castello per alleggerire Firenze dagli effetti negativi del turismo di massa e creare dei tour alternativi, bisogna prima risolvere due problemi: il personale, «che manca», ed i mezzi pubblici che lasciano il visitatore a diverse centinaia di metri dai siti culturali che sono fuori le mura o in periferia. «Ho provato a tenere aperto il parco della Villa di Castello ma senza custodi è praticamente impossibile spiega E quei pochi che decidono di arrivare fino al confine tra Firenze e Sesto devono scendere in via Sestese per poi proseguire a piedi, sotto la pioggia o sotto il sole». Per cambiare le cose, insomma, occorrono personale, informazioni e risorse, e soprattutto la volontà politica. Direttrice Griffo, come vede la nascita in periferia di un «Uffizi 2» per liberare il centro di Firenze dall'assalto di visitatori? «L'idea che la sottosegretaria ai Beni culturali, Borletti Buitoni, ha lanciato dalle colonne del Corriere Fiorentino è positiva ma è necessario un progetto articolato. Le tante opere che erano nelle Ville Medicee, e che ora sono catalogate e conservate nei magazzini o nei musei, potrebbero comporre un nuovo spazio espositivo interessante. Credo, come ha suggerito l'ex soprintendente Cristina Acidini, che alcuni capolavori degli Uffizi, a rotazione, possano essere messi accanto ad autori minori. Se si parte da questa base il successo è assicurato. La proposta della Borletti Buitoni penso sarà oggetto di valutazione da parte dei nuovi dirigenti del ministero dei Beni culturali già in carica e da parte dei nuovi, che arriveranno a breve. Però lascerei fuori quelle icone che per vari motivi non possono essere spostate dagli Uffizi. Ci fa piacere che dal ministero finalmente qualcuno abbia sollevato questa discussione». Il centro di Firenze è al collasso, preda di abusivi e bivacchi. Prigioniero dei soliti tour turistici. E ne risentono anche i monumenti. «Spesso con i miei colleghi, o con il Comune di Firenze, ci siamo confrontati sull'argomento e sulla necessità di creare percorsi diversi da offrire ai turisti, soprattutto a coloro che tornano in città dopo esserci già stati e che hanno più tempo a disposizione. Ma mancano le informazioni, molti mi dicono che non riescono a trovare alternative, e così sono quasi "costretti" a fare i soliti giri. Con le Ville Medicee stiamo facendo la nostra parte, e insieme alla Regione stiamo studiando alcune strategie per creare occasioni allettanti per i visitatori, ma ci vuole una maggiore informazione, cosa che purtroppo in questo momento non c'è. Dell'argomento se ne sta interessando anche il soprintendente Stefano Casciu che in questo momento è all'estero ma segue con grande interesse il dibattito aperto dal vostro giornale». Solo con le Ville Medicee, però, sarà difficile poter «liberare» Firenze dagli enormi flussi turistici. «Non sono d'accordo. Villa La Petraia non registra certo i numeri degli Uffizi, ma lo scorso anno è stata visitata da 70.000 persone, tra giapponesi, americani, cinesi ed europei. E quest'anno cercheremo di raddoppiare. Ma se manca il personale abbiamo le mani legate. Cosa dovrebbe venire a fare un turista a Castello, ammesso che sappia cosa c'è lì, se il giardino della Villa è sempre chiuso? E poi, come può arrivarci se mancano completamente i servizi pubblici?» Il Giardino di Boboli è visitato ogni giorno da migliaia di persone: che tipo di impatto hanno i turisti sulla salute del parco? «I vialetti sono sconnessi e c'è un'inevitabile usura degli spazi. Avremmo maggiore necessità di fondi per migliorare l'offerta, per fare manutenzione e per ripristinare quei luoghi "consumati" dal turismo. Io, però, vorrei insistere sulla mancanza di personale, che per noi è cruciale. Se iniziassimo a risolvere questo problema sarebbe un buon inizio perché ci consentirebbe di tenere aperti tutti quei siti che molti stranieri, e gli stessi fiorentini, non conoscono».
Firenze. Giusto spostare i turisti in periferia, ma io oggi non ho neppure i custodi
La direttrice del Giardino di Boboli, Alessandra Griffo, sostiene che per alleggerire il turismo di massa a Firenze è necessario risolvere due problemi: il personale e i mezzi pubblici. Il personale è insufficiente e i mezzi pubblici lasciano i visitatori a centinaia di metri dai siti culturali. Griffo propone la creazione di percorsi alternativi per i turisti e la nascita di un Uffizi 2 per liberare il centro di Firenze. La sottosegretaria ai Beni culturali, Borletti Buitoni, ha lanciato un'idea simile, proposta che Griffo considera positiva ma necessita di un progetto articolato.
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