Caro direttore, solo quella fila impressionante di gente, con anziani, genitori con bimbi in braccio, in coda per vedere il David di Michelangelo, provoca disagio e disappunto, tanto da chiedersi: ma non si potrebbe essere più umani? Dietro l'angolo, in via Alfani, c'è un altro importante museo statale, l'Opificio delle Pietre Dure che comunica, dall'interno, con la Galleria dell'Accademia. Nel cortile «comune» potrebbero sostare, più dignitosamente e magari con un servizio bar (così da disincentivare gli acquaioli abusivi) gli ospiti che desiderano ammirare le opere di Michelangelo. Così, con un unico biglietto, leggermente maggiorato, potrebbero vedere prima quel gioiello delle Pietre Dure e poi l'altrettanto magnifica galleria. Sicuramente andrebbe potenziato il servizio di vigilanza all'Opificio che però si ripagherebbe con il sovrapprezzo. È difficile realizzarlo? Carlo Gattai Caro direttore, ho apprezzato i vostri articoli su via Ricasoli. Al numero 45 della strada la Console (Carlo Console Consulting) ha 2 appartamenti al piano terra e 5 finestre sula strada: quindi sono molto «involved» nei problemi del suk da voi descritti. Avrei molte lamentele da rappresentare ma evito questioni individuali. Invece ecco alcuni dati oggettivi. Sopra le nostre finestre c'è una telecamera di sorveglianza. È presumibile che qualche autorità la controlli? Possibile che sia solo un «abbellimento»? I venditori di stampe abusivi rappresentano da anni un vero e proprio racket: sempre le stesse persone a presidiare il territorio,con un'organizzazione dietro a supporto. Le gincane, ovvero le strettoie create dalle «stampe a terra», sono un ostacolo alla sicurezza ed infatti sottopongono il traffico pedonale a percorsi obbligati, che favoriscono i borseggiatori (come possono testimoniare i diretti interessati dai borseggi). Da parte delle forze dell'ordine esiste un sistema di dissuasione verso il racket dei nordafricani piuttosto blando, che si traduce in qualche corsetta quando scappano alla vista degli agenti per poi ritornare dopo un'ora a fare le stesse cose: da anni! Sembra una formalità: la telecamera potrebbe dare la controprova. C'è poi il problema dei musicisti abusivi, che a prima vista sono simpatici, ma nel contesto contribuiscono al caos ed la «controllo del territorio illegale». Perché poi gli ambulanti regolari di via Ricasoli sono controllati e multati per un metro di suolo pubblico usato in più ed invece i metri quadri di suolo pubblico usati dal racket (invisibili al fisco) sono cosi tollerati da anni?. Quando il Museo dell'Accademia è chiuso, via Ricasoli viene abbandonata dagli «scarnificatori». Vi esprimo il mio sostegno. Paolo Pellegrini Caro direttore, seguo con molto interesse cronache e commenti sulla perdita d'identità del centro a seguito un turismo invadente, incontrollato e fondamentalmente distruttivo del tessuto sociale preesistente... L' unico confronto di cui un simile coacervo di interessi, prossimità, intrecci si sia reso capace è stato ovviamente con categorie economiche, lobbies varie, associazioni con le quali è stato possibile stabilire un rapporto di dare-avere, il prodromo sordido del voto di scambio, senza mai degnare di attenzione chi ha chiesto, nell' invisibilità di questa parodistica democrazia fiorentina, impegno nel perseguire obiettivi di un reale bene comune e senso di comunità... Occorre denunciare una situazione gravemente compromessa, non solo in termini di rischio per i monumenti e per siti divenuti sede dei commerci più infimi, ma per la sopravvivenza del concetto di città. Da lungo tempo ormai si lanciano segnali sull'abbandono da parte dei residenti del centro e non parlo soltanto della metastasi delle strutture turistiche, ma dell'immaginario cittadino privato di luoghi da sempre nel possesso e nella frequentazione di tutti gli abitanti, che hanno ormai resettato un'ampia fascia della città monumentale per l'assenza di attività, appeal o luogo d' incontri, in un territorio che trasuda soltanto l' effimero e il provvisorio. La stolta pedonalizzazione del Duomo e strade limitrofe, osannata a furor di popolo con estrema superficialità, si è rivelata ... un regalo indebito al turismo più becero e invasivo e responsabile della caoticizzazione delle zone limitrofe, ed il conseguente abbandono di chi si era servito molto civilmente dei mezzi pubblici ... È sicuramente un bene l'idea di coinvolgere i cosiddetti intellettuali nella creazione di un modello di città sostenibile e stimolante, ma la domanda che sorge spontanea è quali e dove sono queste figure che con la loro cultura ed il loro impegno dovrebbero poter imprimere una svolta ad un modello di sviluppo distruttivo come quello in atto... Vorrei inoltre far notare come in questi ultimi anni la città abbia sofferto, per colpa del turismo di massa, di un progressivo scollamento sociale, evidenziato dalla crescente aggressività nei comportamenti, insofferenza reciproca, senso di comunità azzerato, teppismo stradale, tanto da renderla opprimente e sgradevole come ogni persona sensibile avverte pesantemente sulla propria pelle. L' esito finale di questo processo è comunque inquietante, la fuga a gambe levate da un territorio così degradato nel profondo o il rifugio in un individualismo sprezzante. Spero vivamente che il vostro impegno sia di netto contrasto al quadro che emerge oggi.
Firenze. David assediato, tanti allarmi e una soluzione
Un articolo di giornale esprime preoccupazioni per lo stato del centro storico di Firenze, a causa del turismo invadente e incontrollato. L'autore sostiene che il turismo sta distruggendo la città, causando l'abbandono dei residenti e la perdita dell'identità del centro. L'autore chiede di prendere misure per contrastare il turismo di massa e promuovere un modello di sviluppo sostenibile. Inoltre, l'autore denuncia la presenza di racket e di commerci infimi nella zona, e chiede di prendere misure per contrastare queste attività. L'autore esprime anche preoccupazioni per la sicurezza e la qualità della vita dei residenti.
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