L'esperto: «Così si torna indietro di trent'anni». In arrivo esposti e interrogazioni parlamentari «Il cemento armato per tirare su quelle colonne? Una vicenda amara, che ci riporta indietro di almeno trent'anni»: tra i tanti studiosi ed esperti contrari alle tecniche di restauro in corso ai Fori per l'anastilosi del Tempio della Pace un'operazione promossa dal Capidoglio anche la voce di Salvatore D'Agostino, ordinario di Scienza delle Costruzioni all'università di Napoli e fondatore del Centro interdipartimentale di Ingegneria ei beni culturali. D'Agostino è reduce da un sopralluogo nel Foro, venerdì scorso, chiamato dall'Associazione Bianchi Bandinelli presieduta da Vezio De Lucia altra realtà critica nei confronti dei lavori che si stanno effettuando e il suo giudizio non è tenero: «Si tratta di un'operazione sbagliata, e non si capisce come possa esser stata autorizzata da ben due soprintendenze archeologiche, comunale e statale». Oltre alla contrarietà sull'uso del cemento armato nei beni culturali e nei siti archeologici, l'ingegner D'Agostino è contrario, lì, all'intervento generale di anastilosi, tecnica con cui, in estrema sintesi, si procede al ripristino di un originale perduto tramite sostituzione di parti mancanti: «Non si capisce quale sia la ragione di questa presunta anastilosi, che di norma si fa con la quasi totalità dei materiali. Qui di materiale ce n'è molto, sì, ma molto frammentato, e non si riesce a ricollocare nulla se non con inserimenti massicci, e assurdi, di cemento amato». Primo promotore della protesta, continua intanto la sua battaglia contro il cemento per rialzare le colonne antiche di granito rosa del Tempio anche Sandro Maccallini, architetto e animatore di un fronte oppositivo che si ingrossa via via. In arrivo, sul tema, ci sarebbero una o forse due interrogazioni parlamentari (bipartisan) nonché un esposto al Consiglio superiore dei Beni culturali; mentre i lavori in corso continuano nonostante uno slittamento di date (tutto doveva essere in teoria finito per il 10 giugno) e qualche stop go (pare che una delle colonne già tirate su sia stata in parte smontata).
Roma. Tempio della Pace: Quel cemento una vicenda amara
L'ingegnere Salvatore D'Agostino, esperto di Scienza delle Costruzioni, ha espresso la sua contrarietà all'operazione di restauro in corso ai Fori di Roma, che prevede l'uso del cemento armato per tirare su le colonne del Tempio della Pace. D'Agostino sostiene che questa tecnica è sbagliata e non si capisce come sia stata autorizzata dalle due soprintendenze archeologiche. Inoltre, è contrario all'intervento generale di anastilosi, che prevede la sostituzione di parti mancanti con materiali nuovi. D'Agostino ha fatto un sopralluogo nel Foro e ha espresso le sue preoccupazioni ai promotori della protesta.
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