Il teatro è parte del "Museo di anatomia umana e teatro anatomico, museo di anatomia animale museo scientifico" collocato da secoli in viale Berengario 14, dietro a un portone sempre chiuso che si apre solo in alcune occasioni come la visita di scolaresche che ne facciano richiesta. Oltre all'Anatomico, vi sono numerosi altri tesori. E' qui collocato il museo di anatomia umana composto da quattro sale che conservano anche resti umani oltre alla straordinaria serie di modelli in terracotta dipinta rappresentanti lo spaccato del bacino femminile durante la gravidanza, eseguita a Bologna da Giovan Battista Manfredini fra il 1773 e il 1776. Notevole è anche la collezione etnografico- antropologica, la prima presente in Italia, che il museo acquisì fra il 1841 e il 1871, assieme ad alcuni bellissimi modelli in cera, eseguiti dal plasticatore modenese Remigio Lei. Ci sono qui anche altri preziosi reperti, pressoché invisibili nonostante sia tutto ben documentato sul sito dell'Università e su www.visitmodena.it nato di recente in occasione dell'Expo. Ma che senso ha spiegare tante bellezze ai turisti che poi arrivano in un luogo pressoché sempre chiuso? Di recente, in ogni caso, si tenta di rilanciare i tanti musei dell'Università sparsi anche in altre sedi. Attualmente a favore di queste storiche strutture è arrivato un progetto, finanziato dal ministero con centinaia di migliaia di euro, che unisce l'attività di numerose università italiane tra cui la Sapienza di Roma. Ma il patrimonio storico dell'ateneo non sembra sia adeguatamente protetto: alcuni mesi fa, per restare all'ultimo caso, dal museo di zoologia è scomparso un prezioso corno di rinoceronte ottocentesco del valore di circa 400mila euro. (s.l.)
MODENA - Un luogo sconosciuto a quasi tutta la città
Il Museo di anatomia umana e teatro anatomico di Modena è parte del Museo di anatomia umana e teatro anatomico, museo di anatomia animale, museo scientifico. Il museo è composto da quattro sale che conservano resti umani e modelli in terracotta. La collezione etnografico-antropologica è la prima presente in Italia e include modelli in cera. Il museo è pressoché sempre chiuso, ma recentemente è stato tentato di rilanciare i musei dell'Università di Modena. Un progetto finanziato dal ministero unisce l'attività di numerose università italiane, compresa la Sapienza di Roma.
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