Un mondo, quello del marketing aziendale, tutto teso al profitto, s'incontra con un altro mondo, quello dei promotori culturali, senza soldi e distante anni luce per mentalità, linguaggio e tempi. E' successo ieri al Sole240re, all'interno del forum "Cercasi creatività, offresi competenze. Relazioni vincenti tra imprese e istituzioni culturali". Assessorati, enti locali, pubbliche fondazioni, istituti italiani di cultura all'estero: dall'incontro con luoghi considerati spesso ingessati o burocratizzati, scocca la scintilla per manager a caccia di innovazione. «Il Sole24Ore non è solo un'azienda ma è l'istituzione dell'informazione economica» ha esordito il padrone di casa, Innocenzo Cipolletta, presidente del quotidiano di Confindustria. «E non c'è economia - ha proseguito citando l'esempio del Domenicale - se non c'è comprensione del contesto in cui si opera». L'appuntamento è servito per lanciare il bando del Premio Impresa e Cultura 2005, che dal 1997 valorizza le realtà che investono in beni culturali, vinto nel 2004 dal Gruppo Ermenegildo Zegna. «I manager dedicano il proprio know-how alle istituzioni culturali assistendole nella gestione delle finanze e delle risorse umane - ha spiegato Michela Bondardo, vicepresidente Sistema Impresa e Cultura -. In cambio ricevono un arricchimento in chiave di creatività e nuove idee». Tutti contenti: incremento delle entrate e nuovi pubblici per gli uni; reputazione e credibilità per gli altri. «Da lusso per imprenditori illuminati ad asset strategico; da effimero ritomo di immagine a strategia per costruire un'identità competitiva e riconoscibile» ha continuato Bonardo commentando i confortanti risultati dell'investimento culturale d'Oltralpe. Un concorso promosso all'lce, dal Consiglio dei ministri e da tre Ministeri, a cui hanno collaborato in tanti, tra cui gli storici Ceree, De Agostini-Rizzoli e Philip Morris, ognuno con la propria categoria di riconoscimento. «Partecipiamo per il secondo anno perché crediamo nella sinergia tra banche e investimenti culturali - ha detto Stefano Lucchini, direttore relazioni esterne Banca Intesa, che vuole forse patinare di "responsabilità civica" i tassi d'interesse sui prestiti. Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano, si è portato appresso il registro: 7465 le imprese italiane operanti a vario titolo nel settore cultura nel 2005; cresciute in un anno del 12,5, specie in Lombardia e nel Lazio, dove il 75 si dedica alle produzioni cinematografiche. «Negli ultimi dieci anni a Milano le aziende culturali sono aumentate del 64 - ha illustrato Sangalli a proposito del boom delle piccolissime imprese -. n 93 di queste ha meno di dieci dipendenti, che fanno rete attraverso partecipazioni incrociate». «Sosteniamo l'iniziativa per superare la vecchia logica di sponsorship» ha riferito Livio Vanghetti, direttore comunicazione Lottomatica, new entry tra i partner dell'iniziativa, che con i suoi 100 mila punti sparsi sul territorio nazionale rappresenta bene l'approccio vincente del "network". Tra l'altro, grazie alla legge n.66296, il lotto destina quasi 500 milioni di euro a triennio per il recupero del patrimonio. Presentata anche la quarta pubblicazione della Collana Impresa e Cultura, "Relazioni vincenti: conquistare le imprese oltre lo sponsor. 30 istituzioni culturali italiane raccontano come" (Editore Sipi), con prefazione di Rocco Buttiglione e Filippo Penati, membri insieme a Gianfranco Fini del comitato del Premio. Relazioni vincenti anche perché obbligate: quando è lo stesso Stato ad "aziendalizzarsi", le sue appendici non possono che seguirlo. «Dobbiamo riscrivere un'agenda di governo per Milano entro il 2010» è stato l'intervento di Luigi Vimercati, assessore al Lavoro e Innovazione della Provincia di Milano, che ha aggiunto: «La nostra città ha bisogno di fondare lo sviluppo sulla cultura, per dare una scossa all'intero paese. Quando Leonardo venne a Milano, venne con gli ingegneri; ecco lo spirito giusto, intrecciare innovazione artistica e imprenditoriale».
L' "arte" si fa stella per il marketing aziendale a caccia d'innovazione
Ieri, al forum "Cercasi creatività, offresi competenze. Relazioni vincenti tra imprese e istituzioni culturali", è stato lanciato il bando del Premio Impresa e Cultura 2005. L'evento è stato organizzato da Confindustria e ha visto la partecipazione di assessorati, enti locali, pubbliche fondazioni e istituti italiani di cultura all'estero. Il presidente di Confindustria, Innocenzo Cipolletta, ha sottolineato l'importanza della comprensione del contesto in cui si opera per l'economia. Il Premio valorizza le realtà che investono in beni culturali e offre ai manager la possibilità di dedicare il proprio know-how alle istituzioni culturali.
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