Mariella Musumeci è un'archeologa della vecchia scuola. Quella che ha rispetto delle istituzioni, che crede nelle gerarchie, che non ama i palcoscenici ma preferisce lavorare dietro le quinte, senza posa. Tra i suoi tanti incarichi, negli ultimi anni, ha ricoperto quello di dirigente del servizio Beni archeologici ma anche del Parco di Leontinoi e Megara Hyblaea che ha guidato con un forte radicamento nel territorio. Da ieri, la sua poltrona è quella che si affaccia sul mare blu del Porto Grande. La stessa su cui sono stati seduti Paolo Orsi, Bernabò Brea, Giuseppe Voza. L'archeologa ne è consapevole e con la modestia che la contraddistingue commenta: «si tratta solo di un incarico temporaneo, una reggenza che segue la prassi normale per la continuità degli atti dell'ufficio». Mariella Musumeci proseguirà il lavoro ordinario dell'ufficio in attesa di decisioni da Palermo. «Sarà mia la responsabilità degli atti amministrativi - dice la soprintendente reggente - sempre in termini di ordinaria amministrazione, incluse le spese ordinarie dell'ufficio secondo le assegnazioni dei vari capitoli dall'assessorato. Farò il mio lavoro, come sempre». Per sbloccare le grandi opere o fare scelte importanti per il territorio occorrerà attendere il nuovo soprintendente. Sulla sua scrivania ci saranno una serie di progetti da portare avanti tra cui alcuni grandi restauri. Quello del Teatro greco, in primis. Dopo le polemiche dei mesi scorsi, infatti, qualcosa si è mosso. Nel regolamento per la concessione del monumento alla Fondazione Inda che lo gestisce nel periodo delle Rappresentazioni classiche, sono stati inseriti alcuni punti volti a migliorare le condizioni di sicurezza e la salvaguardia del sito così come era stato "suggerito" dal soprintendente ad interim Calogero Rizzuto, dopo una serie di sopralluoghi che hanno accertato la delicatezza del sito per usura. Ma certamente è questo solo un primo passo per la tutela del Teatro greco che dovrà essere nella lista delle priorità del nuovo soprintendente insieme con alcune opera come quella per la salvezza del castello Svevo di Augusta, a rischio crollo. Ma non solo progetti e restauri tra le urgenze della SOpRINTENDENZA. Vi saranno anche i problemi legati alla riorganizzazione degli uffici di piazza Duomo e quelli legati a tutti i contenziosi che in questi ultimi 4 anni hanno visto protagonista la città aretusea e la sua provincia: non solo il Comune, infatti, deve occuparsi di questioni spinose come il caso del centro commerciale a ridosso delle mura Dionigiane o, ancora, il resort nell'oasi della Pillirrina e di altre centinaia di contenziosi a Tar e Cga con relative (ed esose) richieste di risarcimento danni. Sarà compito del nuovo soprintendente anche occuparsi dell'attuazione del Piano paesaggistico regionale così come della perimetrazione del Parco archeologico di Siracusa e dell'avvio dell'iter per quello di Eloro, Akrai e Tellaro di recente ufficializzato dall'assessore regionale ai Beni culturali, Antonio Purpura. Progetti fermi sono anche quello della rinascita dell'ex caserma Caldieri, firmato da Orazio Micali, che prevedeva qui l'allestimento di un archivio multimediale e dunque. E, non ultimo, la riqualificazione di uno dei grandi "contenitori" di Ortigia che la SOpRINTENDENZA scelse di non vendere a una catena di alberghi deluxe per aprirlo alla fruizione pubblica ma che, fino ad oggi, versa in condizioni di completo abbandono. Ultimo ma non certo per importanza anche il piano di gestione Unesco che è stato illustrato di recente alla stampa ma che, nei fatti, è fermo da 10 anni. i. d. b. 04062015
SICILIA - La "supplente": Guiderò l'ente occupandomi dell'ordinario
Mariella Musumeci è stata nominata reggente della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Siracusa. La sua carriera è stata caratterizzata da un radicamento nel territorio e da un lavoro dietro le quinte. La Musumeci ha già ricoperto incarichi importanti, tra cui quello di dirigente del servizio Beni archeologici e del Parco di Leontinoi e Megara Hyblaea. La sua nuova posizione è una reggenza temporanea che seguirà la prassi normale per la continuità degli atti dell'ufficio. La Musumeci ha detto che farà il suo lavoro come sempre, ma che non avrà potere per sbloccare grandi opere o fare scelte importanti per il territorio.
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