Un Museo delle migrazioni che favorisca la ricostruzione della memoria storica, dell'identità e trasmetta valori universali come la pace, il lavoro, la libertà, la legalità, i diritti umani, la cooperazione internazionale, le relazioni tra i popoli. Nascerà a Catania per iniziativa dell'Imes, Istituto meridionale di storia e scienze sociali. La data di nascita dovrebbe essere il 2010, quando sarà istituita l'area di libero scambio del Mediterraneo. Ha il patrocinio scientifico del Ministero per i Beni culturali, del Ministero Italiani nel mondo, della Fondazione Agnelli, del Pontificio Consiglio lateranense e della Niaf. Il Rotary Sicilia-Malta ha aderito come advisor per i capitali privati. Il Museo vuole rispondere all'esigenza di studiare, dal punto di vista storico, il fenomeno dell'emigrazione italiana lungo un arco temporale di circa un secolo: dalla fine degli anni 70 dell"800 sino agli anni '70 del '900. In questo periodo, infatti, sono emigrati dall'Italia oltre 25 milioni di persone, di cui oltre un terzo senza ritorno. Si partiva soprattutto dalle regioni meridionali e dalla Sicilia, e le prevalenti destinazioni erano gli Stati Uniti e il Canada, oltre alcuni Paesi del Sud America. Negli ultimi due decenni del Novecento, viceversa, l'Italia da area di emigrazione è diventata luogo di immigrazione, fenomeno anch'esso valutato nell'ordine di milioni di uomini. L'emigrazione è sia un movimento di masse che una miriade di storie dì singoli; per questo l'idea portata avanti dall'istituto prevede la realizzazione di un'anagrafe dell'emigrazione con indicazione di nomi, luoghi di origine e di destinazione, nonché la raccolta di storie e immagini di individui e luoghi; in più è previsto l'avvio di un archivio dell'attuale immigrazione con le informazioni ufficiali disponibili, ma soprattutto con la raccolta di immagini e racconti sull'esperienza della partenza, del viaggio, dell'accoglienza e dell'inserimento. Grande rilievo avrà la produzione fotografica di autore e non, così come la promozione della più significativa produzione filmografica sul tema. Il Museo-Archivio delle Migrazioni vuole far emergere il valore del'emigrazione sia come fonte di ricchezza che come indicatore di profonde trasformazioni economico-sociali, culturali e istituzionali. In relazione ai diversi cicli dell'emigrazione, e soprattutto all'emigrazione senza ritorno del secondo dopoguerra, il progetto si propone di evidenziare gli alti costi individuali connessi alla separazione dai luoghi di origine e soprattutto i costi economico-sociali qonnessi nei luoghi di origine alla perdita delle migliori risorse umane. il fenomeno migratorio è stato molto studiato sotto il profilo sia quantitativo che qualitativo; nei paesi di grande immigrazione, come gli Stati Uniti e l'Australia, è stata aperta una sede museale col supporto di strumenti multimediali. In Italia solo di recente si è fatta luce sull'opportunità di costruire aree museali connesse all'emigrazione nazionale, in grado di recuperare ed allestire un complesso documentario e di memorie.
Nascerà a Catania un museo delle migrazioni
Il Museo delle Migrazioni sarà istituito a Catania per iniziativa dell'Imes, Istituto meridionale di storia e scienze sociali. Il museo sarà aperto nel 2010, quando sarà istituita l'area di libero scambio del Mediterraneo. Il museo ha il patrocinio scientifico di diversi enti, tra cui il Ministero per i Beni culturali e il Pontificio Consiglio lateranense. Il museo vuole studiare il fenomeno dell'emigrazione italiana lungo un arco temporale di circa un secolo, dalla fine degli anni 70 dell'800 sino agli anni '70 del '900. L'emigrazione è stata un fenomeno di massa, con oltre 25 milioni di persone che sono emigrati dall'Italia, di cui oltre un terzo senza ritorno.
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