Un appello dall'Accademia: «Qui sembra Tangeri. Ormai ci siamo abituati al suk» «Riaprire al traffico via Ricasoli, contro il suk che vediamo ogni giorno». Il direttore della Galleria dell'Accademia Angelo Tartuferi fa una proposta «semplice» per l'esterno e chiede l'aiuto della tecnologia per regimentare i flussi di turisti al David: «E facciamoli sostare solo mezz'ora davanti alla statua». «Mettere il dito nella piaga, come avete fatto voi, fa bene. È tanto che ne voglio parlare: via Ricasoli non ha nulla da invidiare ad una città del nord Africa, per il suk a cui siamo abituati. Certe mattine uscendo dalla Galleria, senza niente togliere al folklore sembra di essere a Tangeri. E chiamare i carabinieri è inutile: dopo 5 minuti gli abusivi tornano». Il racconto è di Angelo Tartuferi, direttore della Galleria dell'Accademia. Stretta tra due problemi. Direttore, da una parte c'è la sostenibilità della Galleria assaltata dai turisti, dall'altra quel che succede fuori, a partire dall'abusivismo commerciale. Come si possono affrontare i problemi? «Via Ricasoli deve riconquistare quanto prima la sua dignità: per chi ci abita prima di tutto e perché ospita uno dei musei più prestigiosi del nostro Paese e al 46esimo posto al mondo per visitatori. Secondo me l'unico modo per allontanare "i mercanti dal tempio" è riaprirla al traffico in un solo senso, dopo aver transennato i marciapiedi per garantire la sicurezza dei visitatori in coda. Sarebbe auspicabile realizzare due corsie protette per i visitatori (non prenotati, prenotati e gruppi) e dotarle di una dignitosa tettoia che offra ristoro alle molte persone che in estate e in inverno hanno tutto il diritto di vedere il capolavoro michelangiolesco». Una operazione complessa... «È chiaro che per adottare questa semplice soluzione è indispensabile la condivisione del Comune... neppure un direttore-manager titolatissimo (quando arriverà l'autonomia della Galleria arriverà un manager ndr ) può farcela da solo, figuriamoci se ce la può fare uno storico dell'arte!». Il David di Michelangelo è sotto assedio, lo dimostra il bisogno di avere custodi sempre in tensione... «Solo la sala della Venere del Botticelli è paragonabile alla nostra come tensione». La soluzione può essere delocalizzare, creare gli «Uffizi 2» in periferia? «Portare altrove il David è impossibile, Sono proposte radical chic. È vero, il David esposto alla Galleria dell'Accademia dal 1873 è ormai un "feticcione", come lo ha definito Tomaso Montanari su Repubblica , ma mi chiedo quanto sia produttivo imbarcarsi nella non facile impresa di convincere un onesto artigiano proveniente con la sua famiglia da un angolo sperduto dell'Australia, che sa di trovarsi per la prima e unica volta nella sua vita a Firenze, che è preferibile recarsi al Cenacolo di San Salvi, oppure alla villa di Poggio a Caiano, anziché a vedere per una volta nella vita uno dei simboli della civiltà occidentale. Piaccia o non piaccia, è così». Quindi è contrario a portare capolavori in periferia, come proposto dalla sottosegretaria Borletti Buitoni al Corriere Fiorentino ? «È giusto lavorare perché sempre più persone, che hanno maggiore possibilità di farlo, si rechino al Cenacolo di San Salvi o alla villa di Poggio a Caiano. Ma ora dobbiamo soprattutto fare in modo che il foltissimo pubblico che reclama il diritto di vedere il David possa continuare a farlo nella maniera migliore». Magari usando nuove tecnologie, app dedicate. «Dobbiamo regolare numericamente gli ingressi. Con la tecnologia di oggi si può avere in tempo reale un sistema rigoroso. Il futuro dirigente potrà spendere, spero per lui senza troppi ceppi come succede oggi: le code potranno essere più lunghe, ma è necessario avere la certezza che non potranno entrare più di 600 visitatori insieme. E con dati certi si potrà anche intervenire sui tempi, magari dicendo che di fronte al David più di mezz'ora non si può stare. Con dati certi, evitiamo anche polemiche tra i concessionari (che vendono i biglietti, ndr ) e il nostro personale, molto più rigoroso».
Firenze. Dignità per il David, e per noi
Il direttore della Galleria dell'Accademia, Angelo Tartuferi, chiede l'aiuto della tecnologia per regolare i flussi di turisti al David. Il suk di via Ricasoli è troppo affollato e gli abusivi tornano dopo pochi minuti. Tartuferi propone di riaprire la via Ricasoli al traffico in un solo senso, con due corsie protette per i visitatori e una tettoia per offrire ristoro. La soluzione richiede la condivisione del Comune e la collaborazione con i concessionari dei biglietti. Tartuferi suggerisce anche l'utilizzo di nuove tecnologie per regolare numericamente gli ingressi e limitare il tempo di permanenza davanti al David.
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