Per una coincidenza (non casuale) le buone notizie degli ultimi giorni vengono dai due maggiori laghi bresciani: ovvero due aree che hanno imboccato più di altre la strada per provare a coniugare unicità ambientale, attrattività turistica, apertura internazionale, cultura innovativa. Sul Sebino il festival dei laghi ha attirato 80 mila visitatori attorno a eventi gastronomici, ma anche di confronto fra comunità lacuali europee. Presto a Iseo approderanno tre premi Nobel dell'Economia per una Summer School di caratura (almeno) continentale, e se la visionaria idea di Christo di unire Monte Isola alla terraferma con una sua opera andrà in porto, l'intero lago entrerà nell'agenda degli eventi artistici mondiali del 2016. Sul Garda ieri è stato inaugurato il MuSa, il museo di Salò costato oltre 5 milioni (più o meno quanto la riapertura della Pinacoteca in città): 4,2 milioni per ristrutturare il bellissimo complesso di Santa Giustina, 980 mila euro per l'allestimento (ivi compresi 300 mila targati Expo, il che rappresenta un modo intelligente di usare per un'infrastruttura culturale fondi legati a un evento temporaneo). La scelta salodiana che viene da lontano allinea la capitale della Magnifica Patria alle iniziative più lungimiranti intraprese, negli ultimi tempi, da Rovereto e Trento, da Bolzano e Padova. Il MuSa si segnala inoltre per diversi aspetti. Anzitutto per l'originalità della formula, con la proprietà che per un terzo fa capo al Comune e due terzi a una Fondazione mista pubblico-privata, ideale veicolo per convogliare energie e mecenatismo. C'è poi l'ambizioso disegno del direttore-presidente Giordano Bruno Guerri, che scommette su una rete di musei gardesani da saldare ad anello attorno al lago. C'è l'impostazione accattivante di un museo smart nei prezzi (8 euro) e amichevole nell'esposizione (grazie al progettista Giovanni Tortelli e al curatore Monica Ibsen), che senza pedanteria ricostruisce, a beneficio del turista e del residente, il mito di Salò riunendone alcune perle: quadreria storica e strumenti musicali di Gasparo, «grandi» del lago e collezione del disegno, reperti tassidermici dell'Ottocento (le celebri «mummie» di Giovan Battista Rini) e strumenti storici della stazione sismica, mostre temporanee (come quella di Ernesto Tatafiore inaugurata ieri) e scorci multimediali sulla Rsi. Certo colpisce l'idea del curatore scientifico Roberto Chiarini di offrire a scelta del visitatore la «lettura» degli eventi fatta da un partigiano oppure da un milite della Rsi. Così, messi sullo stesso piano. In una sorta di self-service della storia. Un'idea perfetta per far discutere. Gli storici, ma non solo loro.
Garda e Iseo. Il rinascimento di due laghi
I due maggiori laghi bresciani, Sebino e Iseo, stanno attirando visitatori con eventi gastronomici e confronti tra comunità lacuali europee. Sul Sebino, il festival dei laghi ha attirato 80 mila visitatori. A Iseo, tre premi Nobel dell'Economia stanno approdando per una Summer School di caratura continentale. Sul Garda, il MuSa è stato inaugurato a Salò, un museo costato oltre 5 milioni di euro. Il museo è stato realizzato con una formula unica, con la proprietà che per un terzo fa capo al Comune e due terzi a una Fondazione mista pubblico-privata. Il MuSa offre un'esperienza accattivante, con prezzi accessibili (8 euro) e esposizioni amichevoli.
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