Nel complesso di Santa Giustina riuniti i tasselli museali che formano il mito di Salò: da Gasparo alla Repubblica Sociale La cultura produce ricchezza. I musei sono uno strumento di sviluppo. Investimenti sul medio-lungo periodo, certo, ma altro che vuoto a perdere. L'idea che il sindaco Giampiero Cipani e il direttore geenrale Giordano Bruno Guerri sostengono a spada tratta circola tra i corridoi del nuovo museo di Salò, si dispiega negli ampi spazi delle luminose sale del complesso di santa Gustina, rimbalza lungo le passerelle aggettanti sospese dal soffitto, accarezza gli oggetti che hanno fatto la storia di questa straordinaria città. Salò: capitale della Magnifica Patria in epoca veneziana, oggi centro turistico, ma anche polo economico e baricentro di una vasta area che si estende verso l'entroterra valsabbino. Il MuSa non è un museo fatto per dissanguare la casse del Comune o della Fondazione che lo gestisce (l'Opera Pia Carità Laicale e Istituto Ladroniano: il 36 per cento del museo è del Comune, il 64 per cento della Fondazione), ma magari, non subito, per produrre anche un ritorno economico. Business plan? Cosa vi proponete? «Abbiamo messo in conto un costo di 200 mila euro l'anno spiega il sindaco di Salò Cipani che aveva avviato questa operazione oltre sei anni con un project financing, durante il suo precedente mandato .Speriamo in parte di ridurre già quest'anno la somma grazie a entrate approssimativamente di cinquantamila euro. È una previsione minimale che conta esclusivamente sul costo dei biglietti ed eventuali sponsor». Insomma chiudere il 2015 con questo primo risultato non sarebbe male «Sappiamo che dobbiamo guardare a questa operazione con uno sguardo ampio e lungimirante prosegue il sindaco ma le premesse ci sono. La cultura costa, ma è la nostra ricchezza e produce ricchezza. Se siamo capaci». Altro punto di forza è la sinergia con gli altri poli culturali della zona del Garda «Abbiamo costituito l'Associazione Garda Musei annuncia Giordano Bruno Guerri perché il nostro bacino deve riguardare l'intero Garda. Deve estendersi alle province di Brescia, Trento, Verona. Il museo deve essere un volano culturale ma anche economico e deve avere orizzonti ampi. Pubblicità e promozione devono avere obiettivi comuni, deve essere avviata la biglietteria unica. Oggi mi è stato detto che dirigo il museo più visitato della Lombardia, il Vittoriale, e il meno visitato, il MuSa, ma non lo sarà a lungo. Scommettiamo?». Oggi il Vittoriale registra 200 mila visitatori l'anno. «Mi basterebbe dice Cipani intercettarne il 20 per cento che facciano tappa anche al Musa!». Un obiettivo tutt'altro che impossibile. «Ora l'importante per Giordano Bruno Guerri è farsi conoscere, farsi pubblicità». Appunto: e come è finita la storia del Bigio? «Non è finita ammicca il direttore ho visto il sindaco Del Bono, mi ha fatto i complimenti per il nostro lavoro. Riproveremo». A proposito di polemiche. C'è poi la questione dei contenuti del museo. Si è parlato di storia condivisaobiettivo non facile quando si parla di fascismo, resistenza, Repubblica sociale: ferite ancora aperte. E sanguinanti. La sezione dedicata alla Rsi è interamente multimediale. Moderna, brillante, qualcuno ha anche voluto utilizzare il termine «fiction». Quanto la storia può diventarlo? Ci sono filmati con audio in due versioni. Schiacci il pulsante rosso, hai quella partigiana, quello nero la lettura fascista. Piacerà a tutti questo livellamento? «Nei pannelli spiega la curatrice Monica Ibsen, studiosa esperta e rigorosa è indicato chiaro da che parte stiamo. Non si lascia spazio al dubbio». E poi la sostanziale mancanza di oggetti materiali. Anche questo può risultare incomprensibile e può essere oggetto di critica. Si può mostrare un busto di Mussolini (magari di Wildt) e non per questo fare apologia del fascismo. Vedremo. Sarà il pubblico a esprimere i suoi giudizi. Sulle rive del Garda, sabato 6 maggio, ha preso ufficialmente il via un'operazione straordinaria per il coraggio, la determinazione e il senso di concretezza con cui è stata portata avanti a livello amministrativo e scientifico. Viva il Musa. Comunque vada, sarà un successo.
Salò. Il debutto del MuSa
Il complesso di Santa Giustina di Salò ospita i tasselli museali che formano il mito di Salò, tra cui la Repubblica Sociale. Il sindaco Giampiero Cipani e il direttore generale Giordano Bruno Guerri sostengono che il museo è uno strumento di sviluppo economico e culturale. Il MuSa non è un museo per dissanguare le casse del Comune, ma per produrre un ritorno economico. Il sindaco Cipani ha avviato l'operazione con un project financing e spera di ridurre la spesa di 200.000 euro l'anno. Il museo ha una sinergia con gli altri poli culturali della zona del Garda e deve essere un volano culturale e economico.
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