Procedimento disposto dopo accertamenti: le pratiche non sono state trasmesse al genio civile La giunta: «Alcune opere sarebbero poi state realizzate in difformità rispetto alle perizie approvate» Un progetto di restauro con presunte irregolarità. Per questo il Comune di Certaldo ha deciso di chiudere alcune parti del Palazzo Pretorio. Dopo la polemica sulla consulenza esterna da oltre trecentocinquantamila euro affidata dalla giunta Campinoti per questo intervento e la relativa indagine aperta dalla Corte dei conti, ora si scopre che la pratica non è stata inviata al genio civile. Da qui è stato bloccato l'accesso in una parte del palazzo medievale. «A seguito di accertamenti fatti dal proprio personale sul progetto di restauro e consolidamento di Palazzo Pretorio - si spiega - è stato rilevato che il progetto non era stato trasmesso al genio civile della Regione Toscana ed ha quindi deciso di inviargliene copia per ottenere alcuni chiarimenti in merito. A seguito degli accertamenti svolti ha anche deciso, in via cautelativa, di sospendere l'accesso ad alcuni spazi oggetto dei sopra citati lavori, in attesa del pronunciamento in merito del genio civile». Palazzo Pretorio resterà comunque aperto al pubblico sia come spazio museale, che come sede di matrimoni e dei numerosi eventi culturali in calendario. Palazzo Pretorio è stato oggetto, negli ultimi anni, di importanti lavori di recupero strutturale e artistico-architettonico, progettati e realizzati dal 2008 al 2014. L'attuale responsabile comunale dei lavori pubblici, nominato dal sindaco Giacomo Cucini dopo il suo insediamento ad agosto 2014, ha rilevato il mancato deposito della pratica strutturale al genio civile di Firenze, sollevando il dubbio se tale incombenza dovesse essere svolta o meno. E dopo aver svolto alcuni accertamenti sul progetto e sui lavori, sarebbe emerso anche che la realizzazione di alcune opere sia avvenuta in difformità alle perizie suppletive approvate. Il Comune ha trasmesso al genio civile copia del progetto «per dissipare ogni dubbio in merito e ha disposto di chiudere in via cautelativa, l'accesso al pubblico di alcuni spazi, ovvero: il Torrione situato sul retro del Palazzo, le ex carceri maschili, la torre dell'orologio con il camminamento sopra i merli, le stanze denominate "scrittoio del Vicario" e "Camera del cavaliere", il percorso pedonale esterno al Palazzo e vicino al Torrione, oltre a transennare un lato delle mura del giardino della Casa da tè». Inoltre ha dato incarico allo studio legale Lessona di Firenze di seguire l'evolversi della vicenda per tutelare, qualora fosse necessario, le ragioni del Comune di Certaldo. «Sulla regolarità e sull'efficacia degli interventi di restauro di Palazzo Pretorio, le competenze sono sempre state e rimangono in capo ai tecnici, come prevede la legge - dice il sindaco Giacomo Cucini quindi la giunta comunale, se da un lato non esprime valutazioni che non le competono, dall'altro sostiene anche quanto l'ufficio tecnico reputa giusto fare per verificare la buona e regolare esecuzione dei lavori svolti. Anche se questo impedirà, di fatto, di godere di alcuni spazi del Palazzo, è importante che il museo possa restare aperto e le attività previste svolgersi regolarmente, con l'obiettivo di proseguire nei programmi di sviluppo in campo turistico e culturale che questa amministrazione si è data e che hanno fatto ottenere ottimi risultati in termini di presenze e gradimento». «Su Palazzo Pretorio era già in corso un'indagine della Corte dei Conti di Firenze relativa al conferimento di alcuni incarichi, ma l'iniziativa presa dal nostro ufficio tecnico non nasce in relazione con quella vicenda - ricorda il sindaco - l'azione del nostro ufficio muove dalla constatazione di alcune possibili criticità tecniche che richiedono chiarimenti da parte degli organi tecnici competenti,in attesa dei quali crediamo sia doveroso autotutelarsi con le disposizioni che sono state prese».