"Campania infelix - col seno di poi ma col senno di sempre", un viaggio nel tempo e la provocazione di una insegnate del liceo "Piero Calamandrei" Terra dei fuochi, un affresco di Pompei si ammala di cancroUn affresco si fa di carne e si ammala di cancro. I personaggi della megalografia della "Villa dei Misteri" di Pompei, da appena un mese ritornato alla luce, si piegano, si accartocciano, perdono i capelli colpiti dalla malattia e dai veleni, che in Campania rovinano tutto, non solo la vita, ma anche la storia. Provocazione estrema di una giovane insegnate per spiegare ai suoi alunni la Terra dei fuochi. Per raccontare la verità ci vuole la bellezza e il coraggio. Soprattutto se si parla a dei ragazzi. Sandra Castiello , docente di latino e greco del liceo "Piero Calamandrei" di Napoli, ha realizzato con la partecipazione dei suoi alunni di I e II H dell'indirizzo classico dell'Istituto: "Campania infelix - col seno di poi ma col senno di sempre", un vero e proprio viaggio nel tempo dall'antica Campania felix all'odierna Campania Infelix. Docente e alunni hanno vestito le stoffe e imitato le pose degli antichi e hanno dato vita un tableau vivant fotografico (su un pannello di 9 metri per due), riproducendo l'affresco su una pannello di grandi dimensioni e proponendo una lettura alternativa ed un'evoluzione diversa dell'affresco di Villa dei Misteri, che vede un inizio sano e poi via via sempre più malato. I personaggi del dipinto (che secondo l'interpretazione più accreditata rappresenta le fasi del rito di iniziazione ai "misteri" dionisiaci) non solo si sono ammalati, ma hanno subito gli effetti delle cure chemioterapiche, attraverso gli obiettivi di Giuseppe Barbato per la fotografia e di Luigi Scaglione per il video, che si dipana sulle note delle canzoni de "L'inguine di Daphne" . La regia è di Sandra Castiello, che ha curato anche i testi video e relativi alla storia di rilettura dell'affresco ed ha interpretato la figura alata. "Cosa ho fatto? spiega la docente - , partendo dall'affresco di Pompei ho mostrato prima ai ragazzi l'abbondanza, benessere, gloria e splendore, sia sul piano culturale, sia su quello architettonico ed ambientale e poi la rappresentazione di una realtà diametralmente opposta alla prima, che dà prova di un'involuzione sia attraverso il declino di quelli che una volta erano i segni dell'antica potenza e ricchezza (i passati monumenti architettonici venuti faticosamente alla luce con gli scavi archeologici e poi abbandonati all'oblio e alla dimenticanza), sia tramite l'imbarbarimento della nostra terra, oramai impregnata di rifiuti tossici - illegalmente smaltiti - che coi suoi frutti malati genera un considerevole rischio alimentare, a sua volta causa di significativi effetti negativi sulla salute umana". Il pannello con la riproduzione dell'antico affresco durante il Maggio dei monumenti è stato esposto nella Sala del Capitolo del complesso monumentale di San Domenico Maggiore di Napoli. Ora è temporaneamente esposto a scuola. Ma i ragazzi non si sono limitati al tablau vivant, hanno anche recitato la vita di ciascun personaggio, partendo dalla coppia divina Dioniso-Arianna, archetipo della coppia umana, per narrare la storia di una delle tante giovani donne ammalate di cancro al seno, che giovanissime incubano la malattia, si sposano e poi ritornano alla vita fino all'epilogo. Gli studenti hanno panche dato voce a tutti i bambini che "non ci sono più". Alla presentazione, realizzata con il patrocinio del Comune di Napoli (assessorato alla Cultura e assessorato ai Giovani per il maggio dei monumenti, occasione in cui il progetto è stato presentato), c'erano le mamme "Attiviste dei bambini morali nella terra dei fuochi", l'associazione "Noi genitori di tutti", l'oncologa Ermelinda De Maio dell'ospedale di Livorno ed il geologo Franco Ortolani. Un'esperienza senza dubbio molto forte , soprattutto per i ragazzi. Ma un tema delicato trattato ocn coraggio e voglia di informare. La docente, rappresenta una delle tante vittime della Terra dei Fuochi e della sua malattia ha fatto sempre una battaglia: "Bisogna sensibilizzare l'opinione pubblica, condividere le esperienze e informare anche i ragazzi, usando la cultura e la bellezza". È sua, difatti, la progettazione e la cura (nonché l'interpretazione per il mese di gennaio) del calendario 2014 dell'Istituto dei Tumori "G. Pascale" di Napoli "La bellezza salverà il mondo", risultato di una collaborazione con l'ospedale e con l'amico fotografo Giuseppe Barbato. "Campania infelix col seno di poi, ma col senno di sempre" - dice Sandra Castiello è un progetto importante, perché non costituisce un caso isolato, ma un continuum di un impegno e di una promessa fatta dalla sottoscritta a se stessa e a tutte le donne, mamme e bambini morti o tuttora ammalati, incontrati sul suo cammino ed è chiaro che si tratta di una testimonianza reale e concreta della presenza devastante e degli effetti travolgenti di una malattia così tanto diffusa nella nostra terra". Sandra Castiello e gli alunni hanno anche adottato un monumento simbolo della bellezza che perisce sotto i rifiuti smaltiti dalla camorra: la villa romana di Pollena Trocchia del II sec d.c., coperta e seppellita da una discarica abusiva gestita dalla camorra e oggi oggetto di scavo di Apolline Project. Per il progetto del Liceo statale "Piero Calamandrei" e per l'affresco "ammalato" c'è stato un vivo interesse da parte dell'ospedale Pascale affinché si possa rappresentare l'evento in ospedale e da parte del museo d'arte contemporanea Cam.