Trecentomila visitatori, da Natale a martedì. Per l'esattezza sono stati in 301.855, a vedere «Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento», la mostra che si è chiusa l'altra notte in Basilica Palladiana a Vicenza. La terza del ciclo vicentino di Marco Goldin e Linea d'Ombra, la sola non in ticket con Verona, come le due precedenti. In tutto, 740 giorni di mostre nella città del Palladio in due anni e mezzo: la media giornaliera è di 2.150 visitatori, per un flusso di 730 mila e passa visitatori. Arte e indotto, cultura e business, turismo e marketing, eventi e città che si reinventano. I suoi nemici lo chiamano «mostrificio», gridano alla «lesa dignità dell'arte»; chi lo ama parla di «grande arte popolare», di «cultura democratica». Goldin continua - dal 1996 - la sua sfida sulla fruizione dell'arte e la fame di bellezza che diventano impresa, la sua Linea d'Ombra personale, non a caso il nome della società. L'ennesimo successo di pubblico vicentino ha però qualcosa di diverso, per il curatore trevigiano. E lui non fa mistero della sua soddisfazione: «Un numero pazzesco, straordinario, di questi tempi». Da un lato perché è stata una scommessa molto personale: «L'esposizione cui mi sono sentito più legato, per gli stringenti motivi personali che molti tra voi hanno ben compreso, e nei quali vi siete spesso ampiamente riconosciuti, come mi avete scritto numerosi», scrive nella newsletter a caldo, pochi minuti dopo la chiusura della mostra l'altra notte, «era la mostra più intima, dove ho costretto il pubblico a seguire il mio percorso interiore». Dall'altro lato, per un evidente senso di «rivincita» dopo aver dovuto fronteggiare, sin dall'apertura della mostra, gli strali della critica. Forse mai Goldin ha dovuto far fronte come stavolta a detrattori, storici rivali (Puppi in primis) e insegnanti di educazione artistica, che hanno lanciato un appello a boicottare la mostra, amplificato poi a livello nazionale. E anche per questo non manca di ringraziare quello che chiama «il mio pubblico». Con l'omaggio all'amatissimo Wyeth del ritratto di «Christine Olson», e una dedica: «Moltissimi l'hanno visitata, spesso regalandomi riflessioni, pensieri, condivisioni di sentimenti che resteranno tra i ricordi più emozionanti di tutto il mio lavoro sulla pittura. Non posso che dirvi grazie per avermi accompagnato, quasi una moltitudine, in questo cammino». Il prossimo anno, Linea d'Ombra spegnerà 20 candeline. Sino a oggi, 10 milioni di visitatori, spesso il primato della mostra più visitata in Italia (2 volte negli ultimi 5 anni). Ma adesso c'è uno stop senza precedenti: nessuna mostra autunnale invernale 2015-2016, dopo il «pasticciaccio» di Treviso. Doveva esserci il ritorno all'ovile, là dove tutto era partito nel 1998, nella sua città natale. Ma sulle garanzie economiche a fronte delle incertezze sul restauro di Santa Caterina (fondate, sarà pronto a fine settembre) c'è stata la rottura. E Goldin, che nella newlsetter con una poesia di Pessoa sembra salutare tutti, in particolare i trevigiani, rincara la dose: «Guai se mi fossi fidato del Comune, adesso dopo aver firmato i contratti con i musei e con il consorzio avrei dovuto far saltare tutto», dice, «purtroppo avevo ragione, il modo di lavorare dell'amministrazione è stato pessimo, come si può agire così? Ci eravamo dati un arrivederci per parlare del 2016, ora vedo che la giunta Manildo prende altre strade. E i comitati che tanto tuonavano contro di me, dicendo che difendevano il museo dal venire "violentato", perché tacciono? I lavori non sono quelli che tanto contestavano? Mi spiace per Treviso, ovviamente, ma prendo atto delle scelte altrui». Così Goldin dà appuntamento a ottobre 2016. Una mostra di 120 opere. In Italia, non a Treviso. La speranza - ultima a morire - è che sia almeno in Veneto.
Goldin tra record e rancori Arrivederci a ottobre 2016
Marco Goldin, curatore della mostra "Tutankhamon Caravaggio Van Gogh", ha dichiarato che la mostra ha raggiunto un numero record di visitatori, con 301.855 persone che hanno visto l'esposizione. Goldin ha espresso soddisfazione per il successo della mostra, che è stata la terza del ciclo vicentino di mostre e la sola non in ticket con Verona. La mostra è stata aperta per 740 giorni in due anni e mezzo, con una media di 2.150 visitatori al giorno. Goldin ha anche ringraziato il pubblico per le sue riflessioni e pensieri condivisi durante la mostra.
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