ROMA Il David di Michelangelo potrebbe presto indossare i pattini, per sfuggire a possibili danni derivanti da movimenti tellurici anche modesti nell'area fiorentina. Il capolavoro custodito nella Galleria dell'Accademia, infatti, è molto vulnerabile e presto partiranno studi per definire la tecnologia più adatta a proteggerlo da eventuali scosse sismiche. Lesioni alle caviglie, peso notevole, particolare distribuzione delle masse: l'intervento è urgente perché la statua è a rischio, ha annunciato Antonio Borri, docente di Scienza delle costruzioni all'Università di Perugia, nel corso di un convegno tenutosi all'Ateneo pontificio Regina apostolorum di Roma. Le tecnologie per intervenire esistono e hanno a che fare con i pattini. Ma pattini hi-tech che fungono da isolatori dal suolo. Si tratta, infatti, di cilindri di gomma con lamine d'acciaio, che rendono possibile lo scorrimento laterale: quando arriva la scossa, si deformano "disaccoppiando", come dicono gli esperti, il moto della statua da quello del terreno. Borri ha spiegato al convegno che l'Enea, l'Università di Perugia e la società Alga di Milano hanno predisposto un protocollo d'intesa, dopo studi preliminari compiuti sotto il coordinamento di Luciano Marchetti, presidente della sezione Beni culturali della Commissione grandi rischi. Il progetto, approvato dagli organi deliberanti delle parti, è stato illustrato alla Soprintendenza speciale per il Polo museale fiorentino. «Stiamo studiando il protocollo sotto il profilo amministrativo spiega il sovrintendente Antonio Paolucci ma sostanzialmente concordiamo con la richiesta avanzata dai ricercatori di dover proteggere al meglio il David con l'ausilio della tecnologia ritenuta più adatta». Si terrà conto delle scelte tecnologiche già compiute per proteggere altri capolavori, come i Bronzi di Riace, il Satiro danzante di Mazara del Vallo e il Germanico del museo archeologico di Perugia. Per queste statue si è fatto ricorso alla formula dell'isolamento sismico. Anche al David verrà probabilmente applicato lo stesso principio che servì, 2.400 anni fa, per proteggere dai terremoti il tempio di Diana a Efeso: isolare, rispetto al terreno, la struttura da difendere. Vediamo come. Se l'edificio da proteggere si trovasse sul ghiaccio, all'arrivo del terremoto si assisterebbe a un fenomeno sorprendente: scivolerebbe sulla superficie ghiacciata, che si muove, ma resterebbe fermo rispetto a un sistema di riferimento stabile, le stelle. Un isolamento assoluto, questo, che però è irrealizzabile. Agli ingegneri basta invece che, sotto la spinta delle onde orizzontali del sisma, la struttura da proteggere si muova pochissimo. I greci isolarono il tempio di Diana «con uno strato di frammenti di carbone e un altro di velli di lana», testimonia Plinio il Vecchio. Ora il sistema è molto più raffinato, grazie agli isolatori cilindrici di gomma e lamine d'acciaio, che disgiungono il moto della statua o dell'edificio da quello del terreno. «Oggi è possibile progettare ed eseguire un appropriato intervento sul David perché in Italia si è acquisita un'eccellente esperienza nello sviluppo e nell'applicazione delle più moderne tecnologie antisismiche; e queste metodiche sono molto indicate anche per la protezione dei beni culturali», spiega il professor Alessandro Martelli, che all'Enea è responsabile della Sezione prevenzione rischi naturali e mitigazione degli effetti. Coordinatore del Gruppo di lavoro sull'isolamento sismico. Martelli rappresenterà l'Enea nel comitato tecnico del protocollo d'intesa per la protezione del David. Ma altri capolavori potranno essere protetti, in seguito a intese in fase di definizione fra l'Enea e il ministero per i Beni culturali. In Italia, la tecnologia dell'isolamento sismico viene applicata a statue, cattedrali e anche alla costruzione di edifici sia pubblici sia residenziali. Quattro nuove palazzine stanno per essere completate a Cerignola, in provincia di Foggia; andranno ad aggiungersi ai trenta edifìci già isolati nel resto del Paese. Progetti analoghi sono stati presentati in tutte le zone sismiche italiane. Le tecnologie antisismiche sempre di più peseranno nel business immobiliare, soprattutto nelle aree più a rischio. Possono essere impiegate varie tecnologie d'avanguardia. Un altro approccio efficace, ad esempio, si basa sui damper, dispositivi che dissipano la potente energia del terremoto. L'attraggono e la trasformano in calore, per evitare che si scarichi nella struttura dell'edificio, deformandola o schiantandola. Gli shock transmitter sono invece apparati oleodinamici cilindro-pistone: contengono fluidi molto viscosi che passano da una "camera" all'altra del cilindro, attraverso piccoli fori. Quando la struttura dell'edificio "respira", cioè ha lenti, normali movimenti di assestamento, il fluido passa regolarmente. Quando invece il sopraggiungere di un terremoto provoca una violenta deformazione, e si imporrebbe un rapido passaggio del fluido, il sistema si blocca (come fa la cintura di sicurezza nell'auto). Con i dispositivi in leghe a memoria di forma, infine, l'approccio è più sofisticato: la tecnica permette un movimento molto limitato durante il terremoto e riduce al minimo le variazioni dei carichi sui vari elementi.
Il David indosserà i pattini antisismici
Il David di Michelangelo potrebbe essere protetto da possibili danni derivanti da movimenti tellurici con l'ausilio di tecnologie antisismiche. L'opera, custodita nella Galleria dell'Accademia, è molto vulnerabile e potrebbe subire lesioni alle caviglie e danni strutturali. Per questo, gli esperti stanno studiando la tecnologia più adatta per proteggere il capolavoro. La tecnologia scelta potrebbe essere quella dell'isolamento sismico, che consiste nell'isolare la struttura da difendere dal terreno. Questa tecnologia è stata già utilizzata per proteggere altri capolavori, come i Bronzi di Riace e il Germanico del museo archeologico di Perugia.
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