CABRAS. Un'azione che si sviluppa su due fronti. Al centro dell'attenzione ci sono i giganti di Mont'e Prama e le operazioni di scavo e di recupero delle statue che sono iniziate quasi in contemporanea. Da ieri mattina, infatti, gli archeologi Roberto Campus e Antonio Vacca, sotto la supervisione di Alessandro Usai, che cura la direzione scientifica dello scavo per conto della soprintendenza, hanno riaperto lo scavo nel cuore del Sinis: «Abbiamo concluso la piccola odissea amministrativa che ha caratterizzato le fasi di preparazione del sito e ora sono ripartiti i lavori attorno alla capanna nuragica» , ha spiegato Alessandro Usai «il sito è stato diserbato e il sistema di videosorveglianza è quasi ultimato». A pochi chilometri di distanza in linea d'aria, sull'altra sponda dello stagno di Cabras, l'equipe di sei restauratori del Centro di conservazione archeologica di Roma guidata da Roberto Nardi, a cui si sono aggregati una decina di studenti statunitensi, è entrata in azione in una delle sale del museo civico che ospita i sei giganti "cabraresi". Da ieri, quindi, i visitatori del museo civico potranno assistere in presa diretta al lavoro dei restauratori sui due giganti, e su numerosi reperti che potrebbero essere collegati direttamente alle statue, recuperati durante la campagna di scavo dello scorso anno. (c.z.)