Rovereto, scommessa del sindaco. Presentata anche la giunta con sette assessori Il sindaco di Rovereto ha presentato la sua squadra: sette assessori e un consigliere delegato. Per rendere completamente attivo l'esecutivo servirà però modificare lo Statuto. TRENTO. Francesco Valduga ha presentato ieri a Palazzo Pretorio la nuova giunta comunale di Rovereto e non sono mancate le sorprese. A partire dal numero di assessorati assegnati, sette, a cui si aggiunge Elisa Colla come consigliere delegato alle politiche giovanili. L'allargamento dell'esecutivo, che nella precedente consiliatura era composto da sei assessori, richiede una modifica dello Statuto che non permetterà la piena operatività fin dalla prima seduta. Valduga ha annunciato che a cominciare «con qualche settimana di ritardo» sarà Mario Bortot, candidato di Rovereto libera con Valduga, a cui il sindaco ha assegnato le competenze relative a sport, innovazioni tecnologiche e comunicazione. Chi invece è già al lavoro è il civico Maurizio Tomazzoni, a cui Valduga ha affidato le deleghe sulla cultura e sull'urbanistica. Le più delicate e influenti. A dimostrazione che l'architetto roveretano rappresenta l'uomo di punta della giunta, Valduga ieri ha ribadito che «sulla cultura si gioca la prossima consiliatura» e per tale ragione ha chiesto a Tomazzoni «un impegno maggiore» proprio su quel settore. Resta la sorpresa per l'associazione di deleghe, a proposito della quale il sindaco ha assicurato che «Tomazzoni, laureato sia in architettura sia in lettere e filosofia, ha le competenze per occuparsi di entrambe». Un'altra sorpresa ha riguardato la vicepresidenza. A ricoprire l'incarico sarà infatti Cristina Azzolini, candidata dei Civici con Francesco Valduga e unico assessore donna, alla quale sono state affidate le deleghe su istruzione, formazione e ricerca. Ma ai civici è stato riservato un ulteriore premio legato alle 203 preferenze ottenute da Ivo Chiesa, a cui è stata assegnata la delega alle attività economiche. Come aveva annunciato dopo la vittoria del ballottaggio, Valduga non ha però considerato il numero di voti raccolti come unico criterio per la scelta dei componenti della squadra di governo. Lo sanno bene Ruggero Pozzer, 167 preferenze ottenute con i Verdi, e Gianpaolo Stiz, il più votato tra i Civici per Valduga. Il candidato dei Verdi aveva infatti superato Mauro Previdi per numero di preferenze, ma al momento della scelta il sindaco ha preferito assegnare le deleghe sulle politiche sociali proprio a quest'ultimo. Uno scontro fratricida sorto in seguito al buon risultato ottenuto dal partito, che ha deciso di abbandonare la coalizione di centrosinistra per sostenere il candidato delle civiche. Ieri Valduga ha anche precisato che nel caso di Stiz «non si è trattato di una sua rinuncia» ma piuttosto della disponibilità del consigliere uscente di «sostenere la volontà di rinnovamento che ho espresso». Tuttavia il sindaco non esclude incarichi a chi è rimasto fuori nonostante si riservi di «discuterne con la coalizione». Di certo non verrà scelto tra loro il city manager che ieri Valduga ha annunciato di aver ormai individuato. «Sarà un tecnico» ha spiegato il sindaco, precisando che «non avrà compiti di scavalco tra politica e amministrazione». Non ci sarebbero poi incompatibilità tra l'incarico di assessore a mobilità, ambiente, decentramento e il ruolo di dirigente all'interno di Trentino Trasporti per Carlo Plotegher (Rovereto al centro): «Ha verificato lui stesso con l'azienda e la Provincia» assicura Valduga che aggiunge: «Abbiamo deciso di coniugare mobilità e ambiente spiega perché ormai bisogna ragionare tenendo in considerazione il rapporto tra costi e benefici ma anche l'associazione di concetti». Il settimo componente dell'esecutivo è Giuseppe Graziola. Il candidato dei Popolari per Rovereto con Francesco Valduga ha ottenuto 81 preferenze, 58 in meno dell'ex sindaco Roberto Maffei che secondo alcuni avrebbe avuto per questo il posto assicurato all'interno dell'esecutivo. «Collaborazione e disponibilità ad accettare le mie scelte, convergenza di visioni e volontà a tradurre le parole della campagna elettorale in fatti», così Valduga riassume i confronti avuti con le diverse forze politiche che compongono la coalizione che l'ha sostenuto. «Ho voluto garantire la rappresentatività di tutte le liste pur rispettando il diverso peso derivante dal voto aggiunge il sindaco Ma anche coniugare l'esperienza con il rinnovamento, dare rappresentanza e ruoli all'altezza alla componente femminile e assegnare gli incarichi alle persone in relazione alle competenze che hanno maturato attraverso la professione che svolgono o precedenti incarichi». Con la giunta così allargata, gli assessori dovranno spartirsi un gettone presenza leggermente ridotto. Ai 3.000 euro lordi percepiti, infatti, ne verranno scalati tra i 100 e i 150. Valduga ha annunciato l'intenzione di «istituire dei punti d'ascolto nei quartieri per dare corso al rapporto con le circoscrizioni che avevamo annunciato», e infine si è riservato qualche momento per commentare il mancato passaggio di consegne con il sindaco uscente Andrea Miorandi. «Sono disposto a farlo in forma privata così potremmo anche confrontarci tranquillamente, per capire su quali linee si dovrebbe proseguire secondo lui spiega Valduga Capisco la necessità di recuperare la voglia di dialogare, ma trovo singolare che l'abbia recuperata con un giornalista a cui ha rilasciato un'intervista piuttosto che con la persona che deve succedergli». Sulla volontà annunciata da Miorandi di creare una "giunta ombra", il sindaco ha detto: «È diritto dell'opposizione controllare l'attività nei modi che ritiene più opportuni, per cui è libero di farla. Sinceramente, però, mi sembra un gesto da Partito socialista di fine anni Ottanta».