Napoli. Il 7 giugno va in scena la prima domenica gratuita a numero chiuso agli Scavi di Pompei. La decisione del ministero dei Beni culturali è arrivata dopo che nell'ultima giornata ad ingresso gratuito i visitatori erano stati ventiquattromila. Troppi secondo il soprintendente Massimo Osanna, e troppi soprattutto vista la disponibilità dei custodi, meno di venti a turno. Così domenica prossima, prima del mese quindi con ingresso gratuito, il numero di visitatori sarà limitato a quindicimila con ingressi a fasce orarie. L'obiettivo è impedire una eccessiva presenza simultanea di turisti, che potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza e la salvaguardia del sito. In attesa dell'adeguamento del sistema di monitoraggio anche in uscita, previsto nell'ambito del piano della comunicazione del Grande Progetto Pompei e in corso di attuazione, per domenica 7 giugno, al fine di consentire il deflusso di visitatori e assicurare un ragionevole numero di presenze contemporanee all'interno dell'area archeologica, l'accesso al sito avverrà nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 8.30 alle ore 12 e dalle 14.30 in poi. Per garantire la massima salvaguardia del sito e al contempo la fruizione ottimale dello stesso, inoltre, la Soprintendenza sta provvedendo a incentivare le misure di sicurezza, con il potenziamento e la ridistribuzione del servizio di vigilanza. Nella giornata del 7 giugno, sarà assicurata l'apertura di tuddi gli edifici pubblici come il teatro grande, il foro civile, le terme suburbane ecc. Tra le domus private le più importanti resteranno custodite e quindi aperte. Come la casa del Fauno; degli Amorini Dorati; del Poeta Tragico; del Menandro; l'orto dei Fuggiaschi; villa dei Misteri. E ovviamente il Lupanare. Per ragioni di sicurezza, resta invariato il divieto di introdurre borse e bagagli di misure superiori ai 30x30x15 cm e, a tal proposito, saranno adottate misure di controllo degli accessi anche ai siti di Ercolano, Oplontis e Boscoreale attraverso il contingentamento degli ingressi. Un contingentamento che si rende opportuno anche per il fascino che esercita sui visitatori la mostra «Strappati alla morte», i venti calchi messi in esposizione nella piramide realizzata dall'architetto Venezia nell'anfiteatro. Nell'ultimo giorno di festa, il 2 giugno, ci sono stati ben 15.600 visitatori. Un vero record. Da turismo e cultura «segnali positivi per la ripresa economica», sottolinea il ministro di Beni culturali e Turismo Dario Franceschini. «Come confermano i dati - fa notare il ministro - gli italiani sono tornati a viaggiare e le città d'arte sono state ancora una volta prese d'assalto anche dal turismo internazionale. Musei e parchi archeologici continuano ad essere le mete favorite dei viaggiatori». Ma torniamo ai calchi. Non sono mai stati inventariati per il rispetto che si deve portare a dei corpi umani. Quest'anno è stato deciso il restauro di 82 di essi ma solo venti vengono esposti nella mostra agli Scavi. Ma come furono scoperti? Nel 1863 durante alcuni lavori di scavo gli operai si trovarono di fronte ad una cavità in fondo alla quale scorsero tracce di ossa umane. L'archeologo Fiorelli ordinò che in quel buco e in quelli vicini, venisse versato del gesso liquido. Una volta che la colata fu asciutta, eliminati i residui di pomici e di cenere, le cavità rivelarono i corpi dei pompeiani morti nel 79 dC.