nell'abside di destra del transetto c'è un affresco quattrocentesco di Ambrogio da Fossano detto Bergognone, con Gian Galeazzo Visconti che presenta alla Vergine il modello della Certosa, tra Filippo Maria Visconti, Galeazzo Maria e Gian Galeazzo Sforza. L'abside è quello della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, alla Certosa di Pavia, il complesso, fondato nel 1396, ma completato solo nella prima metà del Seicento. La facciata, a rettangoli sovrapposti, rivestita da decorazioni. All'interno il pannello superstite del polittico del Perugino, ma anche pale del Guercino e nel presbiterio un ciclo di affreschi di Daniele Crespi. Senza contare il Refettorio, la Sagrestia Nuova, la Biblioteca, il Chiostro Grande e Piccolo. Oltre a Museo e Gipsoteca. Da vedere, assolutamente. Orario permettendo. "Da martedì a domenica e feste di precetto 9,00-11,3014,30-18,00". Da Maggio a Settembre. Negli altri mesi orario di chiusura anticipato. Lunedì chiuso. Non si paga biglietto, ma è gradita un'offerta. Chiesa e complesso certosino nel 1866 sono stati dichiarati monumento nazionale e acquisiti tra le proprietà del Demanio. Ma ad occuparsene è dal 1968 una piccola comunità di monaci cistercensi. Nonostante la custodia non sia regolata da "alcun contratto", come si legge nella relazione del tavolo tecnico del giugno 2012. Il timore, quello "di doversi accollare le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria del complesso". "Senza i monaci la Certosa sarebbe un luogo morto", dice Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario al Mibact. Ma rimane l'impressione che si tratti di una gestione inadeguata. Al pari di quella del Museo e della Gipsoteca, invece a carico del Polo museale della Lombardia. Qui si può entrare dal giovedì al sabato dalle 14,30 alle 17,30, la domenica anche dalle 9,30 alle 12,00. Insomma dopo la Chiesa, non è detto si possa passare al Museo. Almeno per la manutenzione non sono mancate risorse. Anche recentemente. Ma secondo il progetto Arcus, del 2009, occorrerebbero 30 milioni di euro. Per il monastero, saccheggiato dalle truppe napoleoniche alla fine del Settecento e chiuso tra il 1810 e il 1943, ci si ì continua ad affidare ai monaci dell'ordine, ora et labora. FO